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Ospedali siciliani, carenti i servizi essenziali

Lettera aperta al Ministro della Sanità Giulia Grillo

Ospedali siciliani, carenti risultano i servizi essenziali agli utenti. A segnalare le mancanze alla pubblica attenzione è Blochin Cuius, amministratore delegato e sviluppo business di MVMANT, azienda nel settore della mobilità sostenibile che ha fatto ben parlare di sé a livello internazionale. 

Classe 1975, Mirabella Imbaccari gli ha dato i natali. Da qualche anno Blochin Cuius vive in Germania. Si è trasferito oltre i perimetri nazionali per realizzare i propri progetti e migliorare le proprie aspettative di vita in ambito lavorativo e professionale. Attualmente Blochin Cuius si trova in Sicilia per trascorrere con la sua famiglia le festività pasquali. Ma qualcosa, all’inizio della sua permanenza, è andata storta.

«Sono inciampato sulla borsa dei giocattoli di mia figlia riposta sotto il letto», racconta. «Così, sono caduto rovinosamente per terra». Quindi, inizia l’avventura in uno degli ospedali siciliani a lui più vicino. Una prognosi di circa un mese è quanto il Pronto Soccorso di Piazza Armerina ha diagnosticato per lo stiramento dei tendini causato dal brusco impatto col pavimento.

Sebbene le cure siano state ineccepibili, Blochin Cuius osserva alcune carenze oggettive che inficiano il buon servizio offerto negli ospedali siciliani. Si tratta di piccoli accorgimenti che migliorerebbero, a suo dire, la loro reputazione.

«Conosco personalmente Giulia Grillo – precisa Blochin Cuius – e la mia lettera non vuole essere una polemica bensì una segnalazione».

«Visto che alla Regione nessuno interviene, è il caso che da Roma si possano ispezionare gli ospedali siciliani per mettere le cose a posto, colmando le carenze».

La lettera di Blochin Cuius al Ministro Giulia Grillo

Cara Giulia Grillo,

dopo quasi due anni di assenza dalla Sicilia, sono tornato in patria per godermi le vacanze pasquali.
Affinché la vacanza non diventasse troppo rilassante, ho pensato bene di inciampare e fracassarmi una spalla. Sono andato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Piazza Armerina, dove sono stato assistito in maniera esemplare.

Vivendo in Germania, ho notato due anomalie che mi hanno lasciato un po’ perplesso.

Nei bagni non c’è il sapone per lavarsi le mani, né la carta per asciugare (men che meno l’asciugamani elettrico).

L’ospedale è un luogo dove per definizione vanno persone ammalate/immunodepresse per cui, tra starnuti, tosse e quant’altro, le mani non lavate sono un ottimo mezzo per spargere agenti patogeni.

A parte i danni facilmente evitabili per la salute, parliamo di ingenti somme di danaro che potrebbero essere risparmiate, vuoi per patologie evitate, vuoi per produttività recuperata.

Appena sarò guarito, sarà mia cura investire 10 euro in sapone liquido e rifornire l’ospedale.
Però per il futuro, sarebbe il caso che il sapone diventasse dotazione standard dalle nostre parti. Mi risulta che nemmeno a Caltagirone ci sia il sapone nei bagni.


I termosifoni sono sprovvisti di termostato.

L’ospedale è riscaldato al massimo e spesso vengo aperte porte e finestre per fare entrare aria fresca. Considerati i metri cubi di un ospedale, parliamo di migliaia di euro che vengono letteralmente bruciati senza motivo e in più con il rischio che i pazienti, specialmente i più cagionevoli, vengano esposti a sbalzi di temperatura che poi causano ulteriori malattie e costi per il sistema sanitario.

Parlo con cognizione di causa perché la buonanima di mio nonno ha beccato una bella bronchite proprio per una situazione simile all’ospedale di Caltagirone. Quella che doveva essere una degenza di 3 giorni, si è trasformata in un soggiorno di quasi due settimane, con un aumento di costi esponenziali per il sistema sanitario (senza contare la sofferenza umana e i costi che ricadono sulle famiglie, quali ore di lavoro perse, viaggi da e per l’ospedale, etc).

I termostati intelligenti (gestibili via app) costano all’ingrosso sui 20 euro. Credo che il tempo di recupero dell’investimento sia nell’ordine di poche settimane. Da li si possono risparmiare milioni di euro di gas/gasolio, tonnellate di inquinamento e tante broncopolmoniti.

So che governare e amministrare è una cosa estremamente complessa, ma qui ci troviamo di fronte a quello che in inglese si chiamano “low hanging fruits” (obiettivi di più facile attuazione e di maggior probabilità di successo nel breve termine, n.d.r.), per cui a volte basta poco per ottenere molto.

Saluti da Mirabella,
Blochin

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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