fbpx
CronachePrimo Piano

Preti scomparsi della diocesi di Acireale

DIocesi acese: scomparso il prete del dossier Mangiacapra

Dall’oggi al domani sono scomparsi senza dire niente, senza salutare, senza annunciare alcun avvicendamento. Rimossi!

Così accade nella diocesi di Acireale dove due parroci almeno sono stati allontanati perchè potevano portare vergogna.

Il primo cui facciamo riferimento è lo stesso di cui L’Urlo ha parlato nell’articolo dal titolo “Prima dico messa e poi ti scopo” si tratta di uno dei sacerdoti siciliani che compare nel dossier dell’escort napoletano Francesco Mangiacapra. Quest’ultimo, lo ricodiamo, è l’uomo che sta facendo tremare la chiesa. In una documentazione copiosa consegnata al Vaticano denuncia la presenza dei preti gay del sud Italia. Mangiacapra raccoglie migliaia e migliaia di chat in cui preti e seminarasti si mettono letteralmente a nudo con degli sconosciuti via chat. Sono discussioni “peccaminose” dove viene fuori l’anima omosessuale di questi sacerdoti che parlano di loro esperienze sessuali e che spesso non si limitano alle solo chat hot ma chiedono anche incontri dove possono concretizzare.

Da pù di un mese il parroco segnalato della Diocesi di Acireale è scomparso. Una sparizione improvvisa che certo non passa inosservata nella piccola comunità dove diceva messa. Il prete era nato e cresciuto in quel paese, insegnava anche a scuola ma non ci è voluto molto, subito dopo l’articolo dell’Urlo che ne parlava, a che il parroco fosse improvvisamente rimosso. I bene informati dicono sia stato amndato in ritiro in una comunita di ecclesiastici ben isolata del nord Italia.

Il prete scomparso da 3 anni. Su di lui pende il sospetto della pedofilia

C’è un altro prete che manca ai suoi parrochiani improvvisamente. Accade sempre ad Acireale. Per lui i fatti di cui si sarebbe reso reo sono ben più gravi. Si parla con insistenza di pedofilia, tanti casi che avrebbero condotto il Vescovo di Acireale Monsignor Antonino Raspanti a far scomparire nel nulla il sacerdote. Nessuna pubblica denuncia ma la speranza di un oblio per un uomo che poteva marchiare di infamia la diocesi acese.

Il sacerdote manca dalla sua parrocchia da circa 3 anni. “Lo tengono nascosto” dicono ancora i ben informati. Si tratta di un prete 39 enne di cui non è stato facile far perdere le tracce giacchè amava freuqentare i salotti esterni alla sacrestia della sua parrochia. Il parroco era anche attivissimo sui social. Ancora oggi sul profilo facebook si segnala la sua presenza genericamente nel milanese.

Monsignor Antonino Raspanti, vice presidente della Cei, è sensibile e rimuove tutto ciò che può screditare la sua chiesa e il suo operato.

Non ha importanza quale sia l’oggetto della questione: che si tratti di “semplice” omosessualità o di pedofilia per il vice presidnete della Cei. Un esilio silenzioso è ciò che spetta a chi rappresenta una minaccia e può portare il discredito.

Mostra di più

Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button