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Comune di Catania e i conti che non tornano: giornata di passione davanti la Corte

Catania – Secondo il magistrato della Corte dei Conti, Giovanni Di Pietro, il piano di rientro non si può rivedere: questa è la prima notizia che trapela al termine dell’udienza che ha visto stamattina il comune di Catania chiamato, con l’assessore al bilancio Giuseppe Girlando e il direttore generale Antonella Liotta, a rispondere sulla condizione dei propri conti e sulle vie per risanarli (vedi link de l’urlo). Ma non è stata l’unica “brutta sorpresa”: come racconta Matteo Iannitti di “Catania Bene Comune”, presente stamane a Palermo, il presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti ha rimproverato pesantemente l’amministrazione Bianco.

“ ‘Non posso accettare che non siano ancora pervenuti gli elenchi dei debiti fuori bilancio. Noi agiamo per conto del popolo italiano e non si può disattendere una richiesta’. Liotta e Girlando dicono che si tratta di un problema informatico. Il giudice da mandato di controllare. A seguito del controllo viene acclarato che mai l’amministrazione ha inviato gli elenchi.”

Non solo: l’assessore Girlando ha affermato che il Comune intende vendere patrimonio pubblico per 60milioni di euro. “Mentre ancora si pagano affitti per uffici e scuole”-ha commentato Matteo Iannitti. In generale, l’udienza di oggi sembra essere andata piuttosto male per l’amministrazione Bianco, malgrado i tentativi di difesa dei suoi rappresentati.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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