Estate nel piatto: la bruschetta gourmet di Pietro Ciadamidaro che racconta i sapori della Sicilia

di Giuliano Spina

La cucina siciliana non smette mai di stupire, in particolar modo durante la stagione estiva, nella quale determinati aromi e sapori si incontrano tra loro in incroci che qualcuno non avrebbe mai potuto immaginare. Tra queste idee c’è anche quella di Pietro Ciadamidaro, consigliere l’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Aretusea, che ha unito i diversi sapori della provincia di Siracusa in unico piatto denominato da lui stesso Estate.

E’ molto più di una semplice bruschetta, in quanto «si basa su una rivisitazione della classica insalata estiva siciliana accompagnata con la bruschetta. Io sono un fanatico di pane e bruschetta e si può definire come un’insalata estiva, anche se è un’idea un po’ improvvisata. Il piatto è studiata in tre sezioni ed è un composto da una tartelletta al pomodoro secco, principalmente Ciliegino di Pachino, e sopra si mettere un ciliegino tagliato come il capuliato che sembra candito e che à un effetto tipo. Nel centro della tartelletta c’è una spuma all’aglio molto delicata, mentre la pasta restante del piatto è formata da un’insalata con rapanello e cetrangolo».

Ma quest’ultima insalata invece di essere solida è fatta «in una versione liquida, che fa da salsa di accompagnamento al piatto, con cetrangolo, rapanello e basilico. I tempi di cottura sono molto brevi perché comprendono solo la preparazione della tartelletta e ho sposato la campagna con il mare. Questa spuma di aglio ricorda la schiuma dell’acqua anche se non c’è pesce allo scopo di fare anche una versione gourmet della bruschetta. Ho pensato alla consistenza e alla friabilità e ho pensato di fare la tartelletta diminuendo la percentuale di farina utilizzando anche una farina di pomodoro, in modo da preservare sapore e colore».

Il piatto ha riscosso un notevole successo: «Ho fatto questo piatto non più tre anni e ha avuto un successone, anche se era ed è un antipasto. E’ diventato un cavallo di battaglia e per i commensali era tutt’altro che un’insalata estiva, anche perché ha una consistenza diversa. Un aroma che si sposa benissimo con il cetrangolo e per la parte restante avevo fatto un’anguria candita con sale e zucchero sottovuoto. Gli avevo dato la forma che volevo io e sopra avevo messo un tartara di dentice. Completavano il tutto gli anelletti di cipolla con la salicornia».

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