Dormire male può aumentare i dolori cervicali? Il rapporto tra sonno e tensioni muscolari

di Redazione

di Davide Bavetta, osteopata

“Mi sono svegliato con il collo bloccato”.

È una frase che sento molto spesso, soprattutto dopo una notte trascorsa in una posizione diversa dal solito, magari durante le vacanze. E la conclusione arriva quasi automaticamente: sarà stato il cuscino.

Ma è davvero sempre colpa di come abbiamo dormito?

Nella mia esperienza, il risveglio può essere semplicemente il momento in cui avvertiamo maggiormente una tensione che il corpo stava già gestendo.

Il cuscino non è sempre il colpevole

Durante il sonno trascorriamo diverse ore nella stessa posizione. Se la zona cervicale è già sottoposta a tensioni o presenta una mobilità ridotta, al mattino possiamo percepire maggiormente rigidità e dolore.

Questo non significa che materasso e cuscino non abbiano importanza. Devono permetterci di assumere una posizione confortevole e compatibile con le nostre caratteristiche. Ma pensare che esista il “cuscino perfetto” capace di risolvere qualsiasi cervicalgia è una semplificazione.

Se ogni mattina ci svegliamo con il collo rigido, vale la pena chiedersi non soltanto come dormiamo, ma anche cosa accade al nostro corpo durante il resto della giornata.

Cosa succede prima di andare a letto?

Ore trascorse davanti al computer, utilizzo prolungato dello smartphone, stress, poca attività fisica e posture mantenute a lungo possono contribuire alla comparsa di tensioni nella zona cervicale.

Il corpo cerca continuamente di adattarsi e compensare. La notte non azzera tutto quello che è successo durante il giorno.

Per questo preferisco considerare il sonno come una parte di un sistema molto più ampio.

Anche la qualità del riposo conta

Dormire poco o male significa anche concedere all’organismo meno tempo per recuperare.

Sonno, stress e percezione del dolore sono strettamente collegati. Quando il riposo non è adeguato possiamo diventare più sensibili agli stimoli dolorosi e avere la sensazione che tensioni già presenti siano più intense.

È un rapporto che può diventare circolare: il dolore disturba il sonno e un sonno poco efficace può rendere il dolore più difficile da gestire.

Come interviene l’osteopata?

Quando una persona arriva nel mio studio lamentando dolore cervicale al risveglio, non valuto soltanto il collo. Osservo la mobilità della colonna, del torace e delle spalle e cerco di capire se esistono compensi che stanno aumentando il carico sulla zona cervicale.

L’obiettivo non è semplicemente far passare il dolore del mattino, ma comprendere perché quella parte del corpo si trovi costantemente sotto tensione.

Prima di cambiare l’ennesimo cuscino…

Se il problema si presenta una volta, magari dopo aver dormito in un letto diverso durante le vacanze, può trattarsi di un episodio occasionale. Se invece svegliarsi con il collo rigido diventa la normalità, continuare a cambiare cuscino potrebbe non essere la soluzione.

Il corpo raramente ci racconta una storia attraverso un singolo elemento. Prima di dare tutta la colpa alla notte, può essere utile chiedersi come lo stiamo utilizzando durante il giorno.