Quattro domeniche, oltre 240 stand e un programma che mette insieme prodotti tipici dell’Etna, artigianato, gastronomia, cultura, musica e intrattenimento. È stata presentata la 46ª edizione dell’Ottobrata Zafferanese, uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno siciliano, che torna a Zafferana Etnea rinnovando la propria formula senza perdere il legame con la storia e l’identità del territorio.
L’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché si inserisce nelle celebrazioni per i 200 anni di autonomia amministrativa di Zafferana Etnea. Una ricorrenza che accompagna una manifestazione diventata negli anni uno degli strumenti principali di promozione della città, delle sue produzioni e dell’immagine del territorio etneo.
Il sindaco: «L’Ottobrata è il battito cardiaco della nostra comunità»
Per il sindaco di Zafferana Etnea, Salvatore Russo, l’Ottobrata rappresenta molto più di una manifestazione enogastronomica.
«L’Ottobrata è il battito cardiaco della nostra comunità. Il fatto che l’inaugurazione di quest’anno si inserisca nelle celebrazioni per i 200 anni di autonomia amministrativa del nostro Comune non è una semplice coincidenza, ma il simbolo di chi siamo».
Un legame con la storia della città che, secondo il primo cittadino, non ha impedito alla manifestazione di cambiare nel tempo.
«L’Ottobrata è parte integrante della nostra storia e continua a essere uno dei nostri più importanti ambasciatori. In questi anni è cresciuta, si è trasformata, ha saputo rinnovarsi, ma non ha mai perso il legame con le nostre radici, con i nostri produttori e con la nostra comunità».
L’obiettivo è quindi quello di utilizzare l’evento anche per raccontare una Zafferana capace di guardare al futuro.
«Oggi siamo orgogliosi di aprire una nuova edizione che guarda al futuro e che vuole raccontare Zafferana attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni, le sue imprese e la sua capacità di accogliere».
Sammartino: «Agricoltura, identità, tradizione e turismo si incontrano»
A sostenere la manifestazione è anche la Regione Siciliana. L’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea, Luca Sammartino, ha sottolineato il ruolo dell’Ottobrata nella promozione delle produzioni agricole e agroalimentari dell’Etna.
«L’Ottobrata Zafferanese è una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare le eccellenze agricole e agroalimentari dell’Etna in una straordinaria occasione di promozione del territorio».
Per Sammartino, la manifestazione rappresenta un punto di incontro tra diversi comparti.
«Qui agricoltura, identità, tradizione e turismo si incontrano e diventano un’unica esperienza di valorizzazione del territorio. È esattamente la direzione nella quale stiamo lavorando come Assessorato: sostenere le imprese, rafforzare la presenza dei nostri prodotti sui mercati e fare in modo che la qualità delle produzioni siciliane sia sempre più conosciuta e riconoscibile».
Particolare attenzione viene dedicata al comparto apistico e al miele, una delle produzioni simbolo di Zafferana e dell’Etna.
«Un’attenzione particolare la stiamo dedicando anche al comparto apistico e alla valorizzazione del miele, una delle eccellenze identitarie di Zafferana e dell’Etna».
L’assessore ha infine evidenziato la capacità dell’Ottobrata di rinnovarsi mantenendo il proprio legame con il territorio.
«Siamo quindi particolarmente lieti di ritrovare oggi un’Ottobrata Zafferanese in ottima salute, capace di rinnovarsi e, allo stesso tempo, di custodire la propria storia».
Green, giovani e area gluten free
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’inclusione. Il vicesindaco e assessore al Turismo e allo Spettacolo, Salvo Coco, ha spiegato la direzione scelta dall’organizzazione.
«Abbiamo scelto di guardare al futuro senza mai tradire le nostre radici. Volgere lo sguardo verso il mondo green e i giovani, realizzando anche un’area gluten free di queste dimensioni, significa dimostrare che la nostra tradizione sa evolversi, innovarsi e includere».
L’Ottobrata viene considerata anche un importante motore per l’economia locale, grazie al flusso di visitatori che coinvolge attività commerciali, ristorazione e strutture ricettive.
«L’Ottobrata è anche un importante motore economico per Zafferana: i visitatori vivono il territorio, scoprono le nostre produzioni, frequentano le attività commerciali, la ristorazione e le strutture ricettive».
Da qui l’invito a vivere l’intero programma della manifestazione.
«Il mio invito è quindi a vivere tutte e quattro le domeniche di festa: Zafferana Etnea vi aspetta per celebrare insieme la nostra identità, il nostro gusto e la nostra storia».
Uva, miele, mele, funghi e castagne: ogni domenica un prodotto dell’Etna
L’aspetto agricolo resta uno dei pilastri dell’Ottobrata. Il programma mette infatti al centro alcune delle produzioni più rappresentative del territorio.
«L’Ottobrata ha il grande merito di trasformare le nostre produzioni agricole in un racconto che arriva direttamente al pubblico. Ogni domenica mettiamo al centro un prodotto simbolo del territorio: l’uva, il miele, le mele dell’Etna, i funghi e le castagne», ha spiegato Sergio Alampo, assessore all’Agricoltura del Comune di Zafferana Etnea.
Un modo per portare produttori e consumatori a contatto diretto e raccontare il lavoro che sta dietro alle eccellenze locali.
«L’Ottobrata offre ai nostri produttori una straordinaria occasione per incontrare il pubblico, raccontare il proprio lavoro e far conoscere la qualità delle produzioni locali».
L’impatto sull’economia locale
L’evento coinvolge un numero di realtà che va ben oltre gli espositori presenti nel centro cittadino. Per Francesco Leonardi, assessore alle Attività Produttive del Comune di Zafferana Etnea, la manifestazione produce effetti sull’intero tessuto economico.
«L’Ottobrata non si esaurisce nei giorni della manifestazione: il suo valore ricade sull’intero tessuto economico di Zafferana Etnea».
Commercio, artigianato, ristorazione, ricettività e servizi sono infatti coinvolti nell’accoglienza dei visitatori.
«Un evento di queste dimensioni genera lavoro, movimento economico e opportunità per tante realtà del territorio. È una grande vetrina per le nostre attività e, allo stesso tempo, un’occasione per far conoscere Zafferana a chi arriva da tutta la Sicilia e da altre regioni».
La sfida, secondo Leonardi, sarà trasformare il movimento generato dalla manifestazione in una ricaduta che possa proseguire anche oltre le quattro domeniche.
Oltre 240 stand e una macchina organizzativa per migliaia di visitatori
A illustrare gli aspetti organizzativi è stato Gaetano Pappalardo, presidente del Comitato organizzatore dell’Ottobrata.
«Dietro le quattro domeniche dell’Ottobrata c’è una macchina organizzativa complessa, che coinvolge istituzioni, operatori, imprese, associazioni, volontari e numerose professionalità».
Sono oltre 240 gli stand previsti quest’anno, distribuiti lungo il centro cittadino. L’organizzazione prevede inoltre cinque aree di parcheggio, un sistema di bus navetta e un’area camper.
«L’obiettivo è quello di garantire ai visitatori non soltanto una grande esperienza, ma anche un’accoglienza organizzata, funzionale e sicura».
Un’organizzazione che racconta anche la trasformazione subita dalla manifestazione nel corso dei decenni.
«L’Ottobrata è cresciuta moltissimo dagli anni Ottanta, quando era una piccola mostra-mercato. Oggi è diventata un appuntamento di riferimento dell’autunno siciliano e questo risultato è il frutto del lavoro di una squadra che opera per mesi affinché ogni dettaglio sia pronto per le quattro domeniche».