Ti alzi e ti senti rigido: perché il corpo fa male dopo essere stato fermo?

di Redazione

di Davide Bavetta, osteopata

Capita al mattino, quando ci si alza dal letto. Dopo un lungo viaggio in macchina. Oppure semplicemente dopo aver trascorso un paio d’ore sul divano. I primi movimenti sembrano più difficili, la schiena è rigida, le gambe devono quasi “rimettersi in moto”. Poi iniziamo a camminare e, nel giro di qualche minuto, la sensazione tende a diminuire.

È una situazione che molti dei miei pazienti mi descrivono e che spesso viene liquidata con una frase: “Sto invecchiando”.

In realtà, sentirsi rigidi dopo essere rimasti fermi non è necessariamente una questione di età.

Il nostro corpo è fatto per muoversi

Quando manteniamo la stessa posizione per molto tempo, muscoli e articolazioni restano relativamente inattivi. Al momento di riprendere il movimento possiamo quindi percepire una maggiore rigidità. Il movimento progressivo riattiva la muscolatura e porta le articolazioni a muoversi nuovamente attraverso la loro normale escursione. Ecco perché, in molti casi, dopo qualche passo la sensazione cambia.

Il punto non è quindi pensare che un corpo sano debba essere sempre completamente privo di rigidità. Bisogna piuttosto osservare quanto dura quella sensazione, quanto frequentemente compare e quanto condiziona le nostre attività.

Perché alcune persone la avvertono più di altre?

Non esiste una sola risposta. Una vita particolarmente sedentaria, posture mantenute per molte ore, poca attività fisica o una ridotta mobilità possono contribuire alla sensazione di avere un corpo meno “pronto” dopo un periodo di inattività.

Anche ciò che abbiamo fatto nei giorni precedenti conta. Dopo un allenamento intenso, un lungo viaggio o un periodo particolarmente impegnativo, per esempio, possiamo avvertire una maggiore tensione.

Per questo, quando valuto un paziente, non mi interessa soltanto sapere dove sente rigidità. Cerco di capire quando compare, cosa la migliora, cosa la peggiora e come si muove quella persona durante il resto della giornata.

Quando la rigidità non va semplicemente ignorata

C’è una differenza tra sentirsi un po’ “arrugginiti” nei primi movimenti e convivere ogni giorno con una rigidità importante. Se il problema persiste a lungo dopo essersi alzati, peggiora progressivamente, limita i movimenti o si associa a dolore importante o ad altri sintomi, è opportuno parlarne con il proprio medico per comprenderne la causa.

Non tutto deve essere attribuito a una semplice tensione muscolare e, soprattutto, non tutto è di competenza osteopatica.

Cosa può fare l’osteopatia?

Quando sono state escluse condizioni che richiedono un diverso approccio sanitario, la valutazione osteopatica può concentrarsi sulla mobilità e sul modo in cui il corpo distribuisce i carichi.

Non si tratta di “sbloccare” un’articolazione che sarebbe rimasta incastrata. L’obiettivo è valutare eventuali limitazioni funzionali e lavorare sulla qualità del movimento all’interno di un percorso che deve comprendere anche uno stile di vita attivo.

Muoversi è spesso la prima risposta

Il nostro corpo non è progettato per trascorrere intere giornate nella stessa posizione. Alternare le posture, alzarsi periodicamente dalla scrivania, camminare e praticare attività fisica compatibile con le proprie condizioni può fare molto più di quanto immaginiamo.

Sentirsi rigidi per qualche minuto dopo essere stati fermi può capitare. Sentirsi costantemente limitati nei movimenti, invece, non dovrebbe diventare qualcosa a cui abituarsi.

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