Palermo, record mondiale: realizzata l’arancina più grande del mondo

di Giuliano Spina

Palermo conquista il record mondiale

Sono passati appena due giorni da quando il settore dell’enogastronomia siciliano ha registrato un nuovo record. Si tratta dell’arancina più grande del mondo realizzata a Palermo dai pasticceri gastronomi Vincenzo Fiore e Giuseppe Genovese del Bar Igea Lea di Palermo.

L’impresa dell’arancina più grande del mondo

In questo modo è stato battuto il precedente record, un arancino realizzato nel 2023 a Messina per un peso di 56,2 chilogrammi, grazie a un peso accertato di oltre 62 chilogrammi e a un diametro di 50 centimetri.

Un record in tutto e per tutto: perché?

L’autore di questo nuovo record Vincenzo Fiore sottolinea come gli sia arrivata la proposta e come abbiano avuto davvero poco tempo per raggiungere questo record, il che rende il risultato una vera e propria impresa.

«A dire il vero abbiamo avuto pochissimo tempo – racconta Fiore –, infatti qualche noia l’abbiamo avuta perché venivamo dal Vinitaly, finito il 16 aprile, e poi avevamo questo impegno per partecipare al Guinnes World Record. Quindi abbiamo impiegato soli tre giorni con tutte le difficoltà. Ma nell’improvvisazione siamo riusciti lo stesso nell’impresa. Il peso reale è stato registrato per 62,3 chilogrammi, ma noi crediamo che pesi un po’ di più, anche se abbiamo superato il record. Il diametro è di 50 centimetri, una circonferenza di un metro e 57 centimetri».

Ingredienti e preparazione del record dei arancina più grande del mondo

Gli ingredienti utilizzati per realizzare l’arancina più grande del mondo sono stati «il riso Roma Gallo, il riso Roma Blond e poi del macinato di vitello con l’aggiunta di piselli, di un po’ di doppio concentrato per dargli un po’ di colore rosso. Ma noi lo usiamo per levare un po’ perché la nostra arancina va più sul bianco che sul rosso, che evita l’acidità. Il record è stato ufficializzato dal dottore Cricchio il 19 aprile e visto il poco tempo avuto, due notti e tre giorni senza prove, ci ha portato a rischiare tanto e con tutte le difficoltà che abbiamo incontrato siamo riusciti nell’impresa».

«La proposta mi è arrivata un mesetto fa e avevo sottovalutato il tipo di impegno per l’evento, per il quale ero un po’ scettico. Oggi dico che con del tempo in più avremmo fatto qualcosa di inimmaginabile, perché andavano seguite le dimensioni della friggitrice. In futuro secondo me riusciremo a fare qualcosa di migliore».

Le creazioni di Fiore

Fiore differenzia la forma dell’arancina a seconda dei gusti, in quanto «quella al burro viene ovale, quella al pistacchio viene piramidale, quella con la carne è rotonda, quella con gli spinaci sempre rotonda, ma più bassa, in modo tale che si possa differenziare il gusto. Un’arancina che potrebbe essere imbattibile in termini di gusto, che noi lavoriamo bene e che facciamo solo nel periodo di Santa Lucia, quindi il 13 dicembre, è quella al salmone, che è veramente di un gusto eccezionale».

«La vendiamo parecchio e piace tantissimo. Qualcosa l’abbiamo fatta anche i frutti di mare, come calamaro, cozza, vongola e gamberetto, anche se questo ha poca richiesta. Nella normalità noi utilizziamo l’arancina alla carne e quella al burro. La prima ha gli stessi ingredienti che abbiamo utilizzato per realizzare il record, mentre quella al burro è fatta invece con la besciamella, con il prosciutto tagliato a dadini, con la mozzarella tagliata sempre a dadini, ma anche un po’ a fiammifero».

Il valore dello street food siciliano

Il presidente dell’Associazione Cuochi e Pasticceri di Palermo, lo chef Mario Puccio, ha sottolineato come questa impresa dell’arancina più grande del mondo sia davvero unica, anche per via delle difficoltà strutturali legata alla realizzazione.

«Io sono stato invitato all’evento dagli organizzatori – ha detto Puccio – e facciamo parte dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, quindi l’associazione che raggruppa tutte le province siciliane. Sono stato invitato in qualità di giudice, ma durante il dibattito abbiamo parlato degli aspetti culturali legati a questo prodotto iconico siciliano. Abbiamo parlato della storia e del ruolo dell’esemplare di street food più conosciuto al mondo. I complimenti vanno al signor Fiore, che ha saputo compire questa impresa non facile, perché l’arancina è strutturalmente diversa dall’arancino. Ma hanno saputo realizzare un prodotto che ha resisto alla cottura». 

Un successo per la gastronomia dell’Isola

Questo risultato arriva comunque in un periodo molto positivo per la gastronomia siciliana: «Veniamo da un anno importante per la gastronomia siciliana perché nel 2025 è stata premiata da Igicat la Sicilia come regione gastronomica europea. E’ chiaro che le differenze tra Palermo e Catania non devono far perdere di vista il concetto di sicilianità. Ogni provincia ha la sua peculiarità nel creare questi prodotti, ma ognuno di questi è identitario di un territorio ben preciso. Questo è motivo di orgoglio per noi siciliani, perché abbiamo tantissimo da offrire ai turisti che vengono in Sicilia per scoprire la nostra enogastronomia. Oltre arancina, cannolo e cassata abbiamo anche la pasta con le sarde, il timballo di anelletti al forno, le panelle e tantissimi altri prodotti che sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo».

Le criticità che ancora si riscontrano

Qualche criticità si riscontra nella nostra cucina per quanto riguarda il pesce, perché «recuperare del pesce fresco è sempre più difficile per via dell’impoverimento dei nostri mari. Sicuramente il problema della sostenibilità va affrontato. L’arancina è un prodotto talmente versatile che dentro puoi metterci tutto. Sono sicuro che i nostri chef e gastronomi si possono sbizzarrire in tal senso».

situs toto

jacktoto