Tech neck: quando il collo paga il prezzo della vita digitale

di Redazione

Negli ultimi anni, sempre più persone lamentano dolori al collo, rigidità cervicale, mal di testa e tensioni persistenti.  È una quotidianità che vedo spesso nel mio studio.

Dietro questi disturbi, a volte, si nasconde una dinamica precisa, legata all’uso quotidiano dei dispositivi digitali: il tech neck. È  un termine recente, ma il problema è molto concreto. Riguarda il modo in cui utilizziamo smartphone, tablet e computer, e soprattutto la posizione che assumiamo per ore, ogni giorno.

Cos’è davvero il tech neck

Con tech neck si intende l’insieme di disturbi legati alla postura mantenuta a lungo con la testa piegata in avanti, tipica dell’uso dei dispositivi digitali. Quando abbassiamo lo sguardo sullo schermo, il peso della testa sulla colonna cervicale aumenta in modo significativo.

Il collo non è progettato per sostenere questo carico per tempi prolungati. Con il tempo, le strutture cervicali si affaticano, perdono elasticità e iniziano a manifestare dolore.

Non è solo un problema di postura

Spesso si pensa che il tech neck sia “solo” una cattiva postura. In realtà, è molto di più. Coinvolge muscoli, articolazioni, sistema nervoso e persino la respirazione.

Quando la testa è costantemente in avanti, anche il diaframma lavora peggio, il respiro diventa più superficiale e il corpo entra in uno stato di tensione continua. Questo può favorire la comparsa di mal di testa, affaticamento mentale e difficoltà di concentrazione.

I sintomi più comuni

Chi soffre di tech neck può avvertire:

  • dolore e rigidità cervicale
  • tensione alle spalle
  • mal di testa frequenti
  • senso di peso alla nuca
  • talvolta vertigini o formicolii

Molti normalizzano questi sintomi, attribuendoli allo stress o alla stanchezza, senza collegarli alle abitudini quotidiane.

Il corpo si adatta… ma a che prezzo?

Il corpo è straordinariamente adattabile. Riesce a compensare posture scorrette per molto tempo. Ma ogni adattamento ha un costo.

Nel tech neck, il costo è una perdita progressiva di mobilità, un aumento delle tensioni e una maggiore predisposizione al dolore cronico. Il problema, chiaramente, non è usare la tecnologia, ma come la usiamo.

L’approccio osteopatico

Nel mio lavoro, l’obiettivo non è “raddrizzare” il collo, ma comprendere come il corpo si è adattato a queste abitudini. L’osteopatia lavora sulla mobilità delle strutture coinvolte, sull’equilibrio muscolare e sulla relazione tra cervicale, dorso e diaframma.

Trattare solo il punto dolente non basta. È necessario restituire al corpo una maggiore capacità di adattamento, aiutandolo a gestire meglio i carichi quotidiani.

Piccoli cambiamenti, grande differenza

Affrontare il tech neck non significa rinunciare alla tecnologia, ma introdurre maggiore consapevolezza. Fare pause, cambiare posizione, portare lo schermo all’altezza degli occhi, respirare meglio sono gesti semplici, ma fondamentali.

Il tech neck è uno dei segnali più chiari di come il nostro stile di vita stia influenzando il corpo. Ignorarlo significa rimandare un problema che tende a peggiorare.