Il ritiro, una parola che sembra appartenere al passato
Una volta ammainati gli ombrelloni, una volta ritirate le “suppellettili” dalle cabine, una volta procurato tutto per andare a scuola, dai libri di testo allo zaino, la stagione estiva veniva, definitivamente, archiviata, senza se e senza ma. Aprivi i giornali, accendevi la televisione, ti sintonizzavi su Radio Deejay, anche solo negli sparuti minuti dedicati alle notizie del giorno, e la solita “parolina magica” faceva la sua comparsa: ritiro.
Quando il ritiro scandiva la fine dell’estate
Andava in ritiro la squadra di calcio per prepararsi al campionato, andava in ritiro questa o quella comunità religiosa, al fine di riprendere meglio la stagione lavorativa, andavano in ritiro le formazioni giovanili dei partiti o le associazioni per meglio pianificare i mesi a venire. Nel ritiro ci si concentrava meglio, durante il ritiro si dialogava meglio coi propri sodali, nello svolgimento del ritiro si trovava, oppure si ri-trovava, quella parte di interiorità, letteralmente fagocitata dal tran tran quotidiano, che non lasciava scampo in qualsivoglia altro periodo dell’anno. E adesso, come la mettiamo?
Petrarca e il Monte Ventoso: ritirarsi dal mondo per ritrovare sé stessi
Qualora rimpiangessimo il 26 aprile del 1336, allorquando Francesco Petrarca si ritirò sul Monte Ventoso, in compagnia del fratello Gherardo, verremo dileggiati perfino dalle pietre! È mai possibile che l’azione del ritiro, consistente nel sottrarsi al flusso perenne degli accadimenti quotidiani, non rientri nemmeno dell’orizzonte di quanti si ergono a guide spirituali nel 2026? Le apparenze dipingerebbero un quadro desolante dell’esistente.

Dallo sport alle comunità: perché il ritiro era una pratica diffusa
Nell’età dello smartphone, trasformato in arto mobile, perfino la puntata al cesso ha perso l’aura del raccoglimento! Potete soffrire di stitichezza o di diarrea, non cambia assolutamente nulla! Laddove una vignetta di zio Paperone contribuiva ad espletare le proprie urgenze naturali, oggi la connessione onnipresente non risparmia stanze, ambienti e… tazze! Caro Alvaro Vitali, saremmo tentati di dire che sei morto invano! Appena un anno ci separa dalla tua scomparsa, avvenuta a Roma il 24 giugno del 2025. Il mutamento delle abitudini ci potrebbe fare retrodatare la tua scomparsa ad un secolo addietro!
Al mitico “bambinone”, tutto grembiulino blu, fazzoletto rosso con pois bianchi e berretto con il pompon rosso, che leggeva le avventure della “Banda Disney”, di nascosto dal nonno, oggi è subentrato un umanoide, con la faccia da nerd, che non ha altro da fare se non proiettare tutto sé stesso sui canali social. Cosa fare? Dobbiamo essere proni all’ennesimo diktat dello spirito del tempo, privi di curare un qualsiasivoglia momento di raccoglimento, consegnandoci, armi e bagagli, alle ultime trovate dei tecnocrati?
Preferiamo riprendere in mano una copia di «Topolino», cercare una canzone su Youtube e dedicarla a quanti vorrebbero estirpare il più tenue profumo del ritiro, momento fondamentale per riprendere la nostra lotta quotidiana, contro quell’assurdo, bellissimo e irrazionale, chiamato mondo.
Cari robotici, aprite bene gli auricolari. Vi dedichiamo «Chiuditi nel cesso», divertentissimo brano degli «883», datato 1994. «Chiuditi nel cesso / Lì vedrai nessuno ti toccherà […]». Le vacanze estive sono finite: un buon ritiro sarebbe un toccasana per ciascuno di noi. A quanti ci vorrebbero privare di questo, indirizziamo quel tenue profumo che la canzone sopraindicata lascia facilmente intendere.
(Immagine scelta dal Prof. Leonardi a corredo del presente articolo, a beneficio dei lettori. Ci sono immagini che parlano più di mille parole. Ecco a voi un fotogramma di altri tempi, tratto dal film «Pierino contro tutti», interpretato, nel 1981, da uno strepitoso Alvaro Vitali. Se questo non è un “buon ritiro”, fate un po’ voi…)