I giovani e i loro dolori, un problema che col passare del tempo diventa sempre più attuale e che preoccupa e non poco, data anche la loro crescente tendenza alla sedentarietà attraverso l’uso dei dispositivi elettronici. Alcuni giovani infatti, a causa anche di stress e di ansia, cominciano a sentire dei dolori che sono tipici di un’età molto più avanzata, quanto meno della mezza età.
La fascia di età specifica interessata da questa problematica
Il dottor osteopata Alessandro Melia spiega come questi dolori possano manifestarsi, quale fascia di età specifica interessano e quali sono le cause che stanno portando il problema a diventare sempre più dilagante.
«La problematica – afferma Melia – riguarda sostanzialmente come i giovani tra ansia e dolori si ritrovano con dei sintomi tipi dei 50enni. Negli ultimi anni questa situazione all’apparenza inusuale capita sempre più spesso, che caratterizza i giovani di oggi per dolori cervicali persistenti, rigidità, cefalee muscolo tensive disturbi digestivi legati allo stress. Questo riguarda la fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni e nella maggior parte di casi non si tratta solo di postura o di stress emotivo, bensì anche il vivere costantemente in uno stato di allerta psicofisica per via di carichi di studio o di lavoro. Al giorno d’oggi si può parlare anche di iperconnessione digitale, di ritmi instabili e di sonno disturbato».
Le tensioni generate dall’ansia
L’ansia spesso non è neanche riconosciuta, «ma genera una serie di tensioni, che poi si vanno a ripercuotere sul diaframma rigido, sulla respirazione, sul sistema nervoso autonomo, che si sbilancia. Quando il corpo rimane in allerta sappiamo che la muscolature reagisce. Dal punto di vista osteopatico è chiaro che quando il sistema nervoso è in protezione la struttura del corpo cambia, con spalle arrotolate, con la cervicale che si riattiva, con il tratto lombare che perde mobilità, con il diaframma che si blocca portando e con gli organi che riducono la mobilità portando quindi l’equilibrio fra torace e addome risentirne. E’ una tensione che non nasce dai movimenti, ma dalla mente creando un gap e portando il corpo a sembrare più vecchio dell’età reale».
Quali sono i sintomi più frequenti?
I sintomi accusati dai giovani più spesso sono «lo svegliarsi già stanchi, la schiena rigida o il mal di testa frequente, tutti segnali questi di un corpo che non recupera come dovrebbe recuperare. La capacità di adattamento a 20 anni dovrebbe essere enorme, ma se il corpo mostra dei limiti in questo significa che lo stress ha superato già la soglia di tolleranza. In questo scenario l’osteopatia è duplice, perché con l’intervento manuale si liberano le tensioni accumulate nel corpo e nei centri di controllo e di unione tra diversi sistemi e si riduce la risposta iperattiva dei muscoli».
Il valore educativo
Il lato educativo per i giovani riguarda il fatto che «il dolore non è locale, bensì deriva da cause generali sistemiche di tutto il corpo. Un respiro corto può generare tensioni o mal di schiena. Il corpo non va sovraccaricato con ulteriori stimoli esterni come farmaci. Io direi che i benefici con poche sedute sono palesi e si deve istruire il giovane a un corretto stile di vita per seguire quelle che sono le necessità del corpo. Questi dolori spesso sono dati da sovraccarichi sistemici, quindi si tratta di richieste del corpo per un cambio dello stile di vita, nel riposo o per uno stop di quello che è il carico quotidiano. L’osteopatia il reset in questo senso».








