Come attestare, pubblicizzare e veicolare la presenza di eccellenze italiane nel campo dei beni materiali? Con i francobolli! Anche i famosi “quadratini” dentellati ci possono aiutare a costruire una narrazione sul tanto decantato, in realtà poco conosciuto, prodotto creato in Italia

di Marco Leonardi

Cosa avviene in «Eccellenza»? Avete conferito con «Sua Eccellenza»? Proponete un catalogo di «eccellenza»! Scrivete pure con la maiuscola o con la minuscola, esaltatevi o deprimetevi, apprezzate o disprezzate anche solo il suono della parola «Eccellenza». Potreste essere anche maoisti o staliniani a vostra insaputa, non riuscireste comunque ad evitare l’adozione di questa parola.

Da quando l’uomo ha messo piede sulla terra, dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre, il binomio eccellenza/scadimento ha accompagnato le sue gesta, dalla tragica diatriba (giusto per essere diplomatici!) tra Caino e Abele fino al voto da casa per il «Festival di Sanremo».

La ricerca della qualità, l’anelito a differenziarsi in meglio rispetto agli altri, lo spirito di competizione abbraccia tanto la sfera domestica quanto ogni singolo ambito del vivere civile. Qualità, impegno, miglioramento: ecco le basi di quell’Eccellenza, parola che risuona dal più sperduto tra i campi di calcio della periferia fino ai titoli onorifici, adoperati in Vaticano!

Qualche iniziativa, però, mancava. Se è vero, come sostiene lo storico Frank Trentmann nel suo libro, intitolato «L’impero delle cose», che tutti noi «viviamo circondati da cose […] diventate una caratteristica distintiva della nostra esistenza», altrettanto fondata è la necessità di operare delle distinzioni. Quali marchi sono associabili a dei prodotti di eccellenza? Quale iconografia, quale presentazione, quale forma di narrazione è opportuno scegliere, al fine di suggellare la nostra ricezione per un prodotto di eccellenza?

I francobolli sono, fin dal famosissimo «Penny Black» del 1840, lo strumento che ha dato valore, narrazione e spendibilità, nonché impiego concreto, ad un bene, un paesaggio, un personaggio della nazione che ha emesso il valore “dentellato”. Dal settembre del 2026, il «Ministero delle Imprese e del Made in Italy» ha varato la sezione «Alimentare e dolciario» di una serie di francobolli dedicati alle eccellenze delle creazioni italiane.

La validissima cooperazione delle Poste Italiane, ha fatto così la gioia dei collezionisti filatelici, ha suscitato l’interesse di quanti avevano derubricato taluni prodotti a meri beni di consumo, perciò “indegni” di essere riprodotti a mezzo di francobollo. Abbiamo sprecato fin troppo fiato per dissuadere i soliti noti dalla diffamazione di tutto quello che compone e forma la nostra civiltà materiale. Sbagliamo, o un certo filosofo, tutt’altro che conservatore, un “certo” Feuerbach, asseriva che «l’uomo è ciò che mangia»? Dal 1850, questo motto affascina chiunque si cimenti con un aspetto fondamentale della cultura materiale: l’alimentazione.

Mandate pure una cartolina postale alla vostra morosa con un francobollo raffigurante le patatine «San Carlo», spedite un pacco di specialità italiane al vostro zio d’America, adoperando un francobollo riproducente il marchio della pasta «Grignano». Applicate, nelle buste da spedire, un francobollo incentrato sui biscotti da colazione della «Oro Saiwa». La Patria si ama anche a tavola: non ci vergogneremo di narrare, e di lodare, le eccellenze alimentari del «Made in Italy» ricorrendo a bellissimi francobolli. La narrazione della nostra identità nazionale passa anche da quei quadratini dentellati, oggi prodotti come pratici autoadesivi.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. «Fatto in Italia», da molti conosciuto con la denominazione di Made in Italy. Cosa conosciamo, davvero e con fondatezza documentaria, in merito a tutti quei marchi che ci accompagnano tutti i giorni della nostra vita, vuoi al supermercato, vuoi nei negozi? Rivedere alcuni marchi tricolori, riprodotti nella serie filatelica delle «Eccellenze», potrebbe essere la scintilla in grado di fare intraprendere nuove e stimolanti ricerche a ciascuno di noi. Difendere i marchi italiani equivale a difendere il nostro presente e il nostro futuro. Dichiariamo il nostro amore per il «fatto in Italia» con un francobollo, senza reticenze!) 

Autodafé immaginato, puntata n° 72 di lunedì 21 settembre 2026

jacktoto