Ora e sempre difendere il costume italiota, prima che italiano? Applaudite o fischiate, ma non dimenticate: la Domenica Sportiva compie 73 anni! Formuliamo tanti cari e ragionati auguri, a quanti ci hanno fatto ciondolare (e concionare) sul pallone, e non solo, da quel “primigenio” 11 ottobre del 1953.

di Marco Leonardi

Quale differenza passa tra essere un Italiota ed essere un Italiano? Il vocabolario emette un verdetto impietoso. Per Italiota si intende, nella sua accezione aggettivale e dispregiativa, un «Italiano, con riferimento agli aspetti deteriori». Per fortuna, l’anima anarcoide degli Italiani, quegli Italiani veri e veraci, non risente minimamente degli ammonimenti da «Accademia della Crusca». Sarà pure deteriore, a detta di ciliosi accademici, guardare una trasmissione sportiva, per la maggiore dedicata al calcio, per 73 anni di fila.

Al contrario, è stato ed è un atto salvifico. Panem et circences: meglio distrarsi all’insegna di un rigore non dato, meglio incazzarsi per un goal in fuorigioco, meglio inalberarsi per lo screzio tra due allenatori, che ciondolare per le vie cittadine a delinquere. Meglio evadere, con la fantasia, che vessare i familiari a casa propria. Meglio rilassarsi, anziché pensare alle bollette da pagare! La «Domenica Sportiva» compie 73 anni, così diventando la trasmissione più longeva nella storia della televisione italiana.

Giusto al fine di perculare i soliti azzeccagarbugli dalla critica facile, estendiamo a tutto il gruppo di professionisti, che ci allietano ogni Domenica con i loro interventi, un augurio, di ciceroniana memoria: Gratulor tibi! Abbiamo riso, abbiamo inveito, abbiamo commentato grazie a una carrellata infinita di presentatori, il cui ricordo, le cui mosse, i cui tic, il cui abbigliamento rimarrà impresso, per sempre, nella nostra memoria. Da Tito Stagno a Sandro Ciotti, da Marino Bartoletti a Lele Adani.

Vogliamo ricordare l’onnipresente eleganza delle presentatrici, mai volgari o inutilmente appariscenti? Schifiamo le bambole gonfiabili in forma di donna: siamo per la qualità, siamo per le competenze, siamo per la sobrietà! Simona Rolandi e Barbara Pedrotti ci accompagnano, con il loro garbo, nelle ore che precedono il nostro ingresso nel regno di Morfeo. 

Accendi la TV, e sorridi nel vedere lo stile inconfondibile di Ciccio Graziani. Quando saremo dei pensionati, vorremmo tutti vestire come lui, per tacere di quelle montature occhialute, in grado di fare sfigurare, in tema di studiata appariscenza, perfino le montature indossate dalla buonanima di Gianfranco Funari! 73 anni di passione, 73 anni di approfondimento, 73 anni di interviste, immagini, montaggi televisivi. Cari sapientoni, fruire dell’inutile è quello che permette, in ciascuno di noi, di tenere vivo il “fanciullino” di pascoliana memoria. Siate liberi di guardare, dopo le 22:30, filmati di termodinamica applicata alla supercazzola. Noi, consapevolmente e fieramente Italioti, continueremo a vedere la «Domenica Sportiva», come minimo per i prossimi 73 anni!

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Selezionare un’antologia di immagini, miranti a descrivere settant’anni di una trasmissione televisiva, non rientra nelle finalità di «Autodafé Immaginato». Abbiamo scelto un frammento di memoria visiva, tra i tanti possibili. Ricordate il conduttore Marino Bartoletti, la buonanima di Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona Scudettato del 1985, Fabio Capello alle prese con il Milan degli Anni Ottanta, poi sfavillante tecnico della medesima fino al 1998? La DS è stata lo specchio profondo dell’amore infinito degli Italiani per il gioco del calcio. Auguri per i prossimi 73 anni di programmazione, cara, la nostra «Domenica Sportiva»!) 

Autodafé Immaginato, puntata n° 88 di Lunedì 12 ottobre 2026