Cuddura cu l’ova, un dolce tramandato dall’epoca dei Greci ai giorni nostri

di Giuliano Spina

Un pilastro della tradizione dolciaria siciliana che unisce dolce e salato durante i giorni di avvicinamento alla Pasqua, oltre che ovviamente nei giorni della festa. Stiamo parlando della Cuddura cu l’ova, un enorme biscotto decorato con all’interno un uovo sodo, in un incontro di gusti unico.

Il suo nome deriverebbe dai termini kollura o kollyra, che significa pagnotta o corona di pane dalla forma rotonda, e le sue origini storiche corrispondono al periodo dei Greci.

Il maestro pasticcere Giuseppe Amato parla del metodo di preparazione di questo enorme biscotto a forma di ciambella, che si è tramandato nel corso dei secoli fino ai giorni nostri.

«E’ una pastafrolla abbastanza povera di grasso – spiega Amato – non proprio friabile perché tenderebbe a rompersi con delle uova sopra fatta a forma di cuddura, quindi di ciambella, decorata con uova crude per poi andare in cottura tutte insieme, con delle strisce sopra e con delle crosticine di zucchero colorate. Non è difficilissima da realizzare, le forme simboliche sono quelle del cuore, della corona e delle colombe. Si possono fare non obbligatoriamente a forma di ciambella e mia nonna la faceva a forma di colomba. Le uova solitamente nel 90 % dovrebbero essere dispari sopra e poi si decora con questi zuccherini».

La preparazione avveniva comunque «durante la settimana santa. Da in messinese si dice A’ Cuddura cu l’ova e l’uovo si mangia a parte. Si può condividere, rompere e mangiare con il prodotto direttamente, ma in ogni caso viene cotto, perché durante la cottura della pastafrolla io vado a cuocere l’uovo. Non sarà morbido, sarà cotto al forno e poi si apre e si condivide con porzioni di cuddura».

situs toto

situs togel

jacktoto

link slot gacor

situs toto

toto

jacktoto

jacktoto