Come leggere i segnali del corpo, secondo l’osteopata Davide Bavetta
Mal di testa ricorrenti, senso di pressione alla nuca, rigidità al collo, talvolta vertigini o fastidi agli occhi. Spesso questi sintomi vengono trattati singolarmente, come problemi distinti, senza considerare che potrebbero avere un’origine comune.
Secondo l’osteopata Davide Bavetta, in molti casi il punto di partenza è proprio la colonna cervicale. Una zona delicata, di passaggio, che mette in relazione testa, spalle e sistema nervoso.
La cervicale come snodo centrale
La cervicale è uno snodo fondamentale per l’equilibrio del corpo. Sostiene la testa, permette il movimento e protegge strutture nervose e vascolari essenziali.
Quando questa zona perde mobilità o accumula tensione, il corpo può reagire con sintomi che vanno oltre il semplice dolore al collo. «Molti pazienti arrivano lamentando mal di testa o senso di peso alla testa», spiega Davide Bavetta, «senza collegarli a una disfunzione cervicale».
Mal di testa tensivo e rigidità cervicale
Uno dei disturbi più comuni legati alla cervicale è il mal di testa tensivo. Si manifesta come una pressione costante, spesso bilaterale, che parte dalla nuca e si estende verso la fronte o le tempie. Il dolore, in questi casi, non nasce nella testa, ma viene “trasmesso” da una zona che lavora in sovraccarico.
Postura, stress e cervicale
Ore davanti al computer, smartphone sempre in mano, spalle chiuse e testa proiettata in avanti: la postura quotidiana gioca un ruolo chiave nell’insorgenza dei dolori cervicali. A questo si aggiunge lo stress. «Lo stress non si accumula solo nella mente, ma anche nel corpo», osserva Bavetta. «La cervicale è una delle zone che più facilmente trattiene tensione».
Il risultato può essere una rigidità costante che altera il normale equilibrio muscolare e nervoso, favorendo la comparsa di sintomi come cefalea, affaticamento e difficoltà di concentrazione.
Quando compaiono anche vertigini e disturbi associati
In alcuni casi, ai dolori cervicali si associano vertigini, senso di instabilità o nausea. Anche in queste situazioni, la cervicale può essere coinvolta, soprattutto quando le tensioni interferiscono con le strutture neurovascolari della zona.
L’osteopatia, in questo contesto, non si limita a trattare il sintomo, ma cerca di comprendere perché quella zona sia in difficoltà.
L’approccio osteopatico può fare la differenza
Il trattamento osteopatico lavora sulla mobilità delle strutture, sull’equilibrio muscolare e sulla relazione tra cervicale, colonna, diaframma e sistema nervoso.
«L’obiettivo non è far sparire il dolore in modo immediato», spiega Davide Bavetta, «ma aiutare il corpo a ritrovare una funzione più armonica, riducendo le cause che portano al sintomo». Ogni trattamento viene adattato alla persona, tenendo conto della sua storia, del suo stile di vita e delle abitudini quotidiane.
Ascoltare il corpo prima che il dolore diventi cronico
Il dolore cervicale è spesso un segnale che viene ignorato o normalizzato. Si convive con la rigidità, con il mal di testa “da stress”, con il fastidio che va e viene.
Secondo l’approccio osteopatico, ascoltare questi segnali in anticipo permette di intervenire prima che il dolore diventi cronico o più difficile da gestire.
Oltre il sintomo
Mal di testa, cervicalgia e tensioni non sono eventi isolati, ma parti di un dialogo più ampio che il corpo cerca di avviare. Leggerli solo come disturbi da sopprimere significa perdere informazioni preziose.
Come suggerisce Davide Bavetta, «il dolore non è un nemico, ma un messaggio». Capirne l’origine è il primo passo per tornare a un equilibrio più stabile e duraturo.