L’Etna è ultimamente nota per i suoi “capricci” che hanno creato non poca apprensione in primis alle persone in viaggio. Ma come abbiamo
visto già è un luogo che nasconde diverse leggende.
Tra queste c’è anche quella relativa alla presenza al suo interno della fucina di Efesto, noto dio greco del fuoco, dei vulcani e
soprattutto delle fucine. Si narra che all’interno del vulcano questo dio abbia impiantato proprio la sua fucina con le sue armi
invincibili.
La scrittrice Marinella Fiume, autrice del libro Una bambina di nome Etna, spiega l’origine di questa leggenda e sottolinea soprattutto
quanto la leggenda sia viva tra le persone.
«Secondo la mitologia greca i Ciclopi aiutavano Efesto – racconta la Fiume – nella sua fucina sotto l’Etna lavorando come suoi aiutanti,
nella forgiatura delle armi degli dèi, tra cui le celebri saette di Zeus. E’ vero sotto il profilo mitologico non certo guardando al mito
con gli occhi della scienza positiva. Il vero nel mito è un’altra cosa rispetto al vero come comunemente si pensa. Inoltre la tradizione
mitologica pone dentro le viscere dell’Etna l’officina di Efesto, quindi è un mito tutto nostro. Questo mito è ancora vivo e molto
conosciuto perché il mito è eterno e fa parte della cultura e della tradizione siciliana. L’Etna viene tuttora associato simbolicamente
alla fucina di Efesto, per il suo fuoco, la lava e le sue eruzioni perenni. Si guardi ad esempio a quella ancora in corso che tanti
disagi ha creato all’aeroporto di Fontanarossa».