Tuffi a Ferragosto: attenzione a collo e cervicale

di Redazione

di Davide Bavetta, osteopata

Ferragosto, per molti, significa mare, piscina e inevitabilmente qualche tuffo. È un gesto che associamo al divertimento e che facciamo spesso senza pensarci troppo, ma un ingresso sbagliato in acqua può sottoporre il collo e la colonna cervicale a sollecitazioni importanti.

Ogni estate si torna a parlare dei rischi dei tuffi in acque poco profonde, ed è giusto farlo: le conseguenze di un impatto possono essere molto serie. Ma anche senza arrivare a un vero trauma, un tuffo eseguito male può lasciare nei giorni successivi dolore, rigidità cervicale o difficoltà nei movimenti.

Cosa succede al collo durante un tuffo?

Quando entriamo in acqua, il corpo deve assorbire rapidamente una forza che varia in base all’altezza, alla velocità e soprattutto alla posizione con cui avviene l’impatto. Se l’ingresso non è corretto, il tratto cervicale può essere sottoposto a movimenti bruschi. Il problema aumenta se esiste già una condizione di rigidità o una ridotta mobilità del collo.

Per questo tendo sempre a ricordare che il dolore comparso dopo un tuffo non dovrebbe essere banalizzato come una semplice “contrattura”, soprattutto quando è intenso o persistente.

Il rischio maggiore? Tuffarsi senza conoscere il fondale

Qui l’osteopatia passa inevitabilmente in secondo piano e viene prima la prevenzione.

Non bisogna mai tuffarsi di testa se non si conoscono profondità e caratteristiche del fondale. Un impatto diretto può provocare lesioni molto gravi alla colonna cervicale e, nei casi più seri, conseguenze neurologiche permanenti.

Il divertimento non dovrebbe mai farci sottovalutare questo rischio, soprattutto quando ci troviamo in spiagge, scogliere o punti in cui non conosciamo perfettamente l’acqua.

E se dopo il tuffo compare dolore?

Se dopo un tuffo avvertiamo un leggero indolenzimento, il fastidio può essere legato allo sforzo o alla brusca sollecitazione muscolare. Diverso è il caso di un dolore importante, soprattutto se associato a formicolii, perdita di sensibilità, debolezza, forte limitazione dei movimenti o altri sintomi neurologici: in queste situazioni è necessario rivolgersi immediatamente a un medico.

In presenza di un trauma, infatti, prima di qualsiasi trattamento osteopatico è fondamentale escludere lesioni che richiedano un intervento sanitario specifico.

L’osteopatia dopo un trauma

Una volta escluse condizioni traumatiche importanti e quando la fase acuta lo consente, la valutazione osteopatica può essere utile per comprendere se l’episodio abbia lasciato limitazioni di movimento o tensioni che continuano a creare fastidio.

Nel mio lavoro non cerco semplicemente di “sbloccare” il collo. Valuto come la cervicale, le spalle, il torace e il resto della colonna stanno reagendo e se il corpo ha sviluppato compensi dopo l’episodio.

Ferragosto sì, ma senza dimenticare il corpo

Non serve avere paura di un tuffo. Serve farlo con consapevolezza.

Il corpo è capace di gestire moltissimi stimoli, ma questo non significa che sia invulnerabile. Conoscere il fondale, evitare gesti azzardati e non ignorare un dolore comparso dopo un impatto sono semplici precauzioni che possono fare una grande differenza. A Ferragosto giochiamo, nuotiamo e tuffiamoci. Ma ricordiamoci che la prevenzione comincia sempre prima di entrare in acqua.