Astinenza da pane e pasta il 13 dicembre a Siracusa: a quale secolo risale questa tradizione?

di Giuliano Spina

La carestia del 1646 e il miracolo del grano

A Siracusa esiste una tradizione che in pochi conoscono, quella dell’astinenza da pane il 13 dicembre di ogni anno. Si tratta di un’usanza che affonda le sue radici nel 1646 quando durante la dominazione spagnola una carestia stava devastando il capoluogo aretuseo e una nave carica di frumento giunse al porto.

Santa Lucia alle Quaglie e il legame con Ortigia

Da allora gli abitanti di Siracusa decisero di non mangiare in quel giorno il pane e la pasta, ma soltanto il grano bollito. I particolari di questa storia li illustra la guida turistica Pietro Piazza, che racconta anche come questa tradizione sia inevitabilmente legata alla festa di Santa Lucia.

«Ci fu una carestia che prese la città di Siracusa – racconta Piazza – in un momento difficile per tutta l’Europa. I siracusani presero il grano e lo cucinarono facendolo bollito creando il dolce chiamato Cuccìa, che oggi si fa con il grano bollito, con la ricotta e con i canditi. Venne invocata Santa Lucia durante una preghiera. Lo storico Giuseppe Capodieci riporta il 1763 come data, ma in realtà i fatti risalgono al 1646. Noi a Siracusa celebriamo la festa del Martirio il 13 dicembre e quella della prima domenica di maggio detta Santa Lucia alle Quaglie. L’arrivo della nave carica di grano venne preannunciato da un volo di quaglie».

Adesso al posto delle quaglie di utilizzano le colombe, perché «le quaglie sono specie protetta. Capodieci fa riferimento alle quaglie perché l’isola di Ortigia in greco significa quaglia. Capodieci comunque riciclò fatti che gli furono raccontati e raccoglieva, in quanto analista, le informazioni che gli servivano. La tradizione è comunque sentitissima a Siracusa, anche perché la città è molto legata al miracolo. L’usanza di non mangiare pane e pasta non è comunque rispettata da tutti. La festa di Santa Lucia continua comunque a essere studiata anche in relazione ai culti pagani nell’antichità».