Le Vampe di San Giuseppe a Palermo: come ripulire questa tradizione?

di Giuliano Spina

La festa di San Giuseppe in Sicilia vanta diverse tradizioni di ogni tipo. Una di queste è rappresentata dalla cosiddette Vampe, un’usanza che a Palermo ha radici piuttosto antiche e che ormai rappresenta un appuntamento immancabile.

Le polemiche e gli episodi recenti

Tra ieri e oggi però nel capoluogo siciliano sono accaduti alcuni fatti spiacevoli che hanno stimolato dibattiti e polemiche e che rischiano seriamente di rovinare questa tradizione.

Il rischio di perdere il valore culturale

L’attore e cuntista palermitano Salvo Piparo ha spiegato come si sia mosso per far sì che la tradizione delle Vampe si rispetti nel modo più pulito possibile e senza degenerare

«Io sono legato all’antropologia e alla tradizione – afferma Piparo –, ma la tradizione non vuole dire che si debba far danno o atti di violenza. Ecco perché una anno fa proposi all’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo assieme al dottor Longo di regolamentare le Vampe di San Giuseppe a Palermo. Io andai pure nel quartiere di Borgo Vecchio a parlare con i ragazzi, che però non furono molto contenti di incontrarci, perché mantenevano l’idea di una vampa che non fosse regolamentata. Abbiamo cercato di regolamentarla pensando che si potesse fare con delle transenne e anche in punti scelti dal Comune dove non si brucia l’immondizia. Abbiamo immaginato una tradizione mantenuta nel segno del bene e della bellezza facendola diventare anche un’attrazione turistica. A Palermo ci sono difficoltà e la macchina burocratica si inceppa».

Le proposte per regolamentare le Vampe

Le origini della tradizione delle Vampe «sono antiche e sono riti primordiali che si continuano a ripetere. In tutto il mondo si celebrano dei riti in cui si bruciano cataste di legno. Io li vivevo in maniera sana perché non ci facevamo male ed era tutto tranquillo non come oggi, che è degenerato con bottigliate e ad altre forme di violenza di cui ci si può solo vergognare. Ma dobbiamo essere dalla parte della gente e portare la gente dalla nostra parte. Si faceva il tutto con gioia, con i Vigili del Fuoco che stavano lì e che poi li spegnevano e ci facevano giocare».