A S.E. il Presidente degli Stati Uniti d’America,
Dottore (secondo i titoli in vigore in Italia) Donald John Trump,
chi Le scrive è un Illustre sconosciuto ai Suoi occhi, residente in Italia e, nello specifico, in quella Catania, che fino agli Anni Ottanta del secolo scorso taluni denominavano, saggiamente, la «Milano del Sud». Preferisco optare per la definizione di Catania, quale città briosa e iperstratificata. I “copia e incolla”, non mi piacciono. Prendo carta e penna, come sempre da studioso di vecchio stampo quale sono, per scrivere con il cuore e con l’intelletto. Le norme vigenti mi obbligano a riportare tutto al computer, pena la mancata pubblicazione di quanto scrivo. Oggi ricorre il Suo 80° compleanno. Mi astengo da “dotte” disquisizioni sul Suo operato: se non fosse per i Mondiali di Calcio, rischieremmo la morte per “overdose” da informazioni sulla Sua persona. Le droghe ci fanno schifo, di qualunque natura esse siano. Di conseguenza, sposto l’attenzione di chi leggerà questa missiva sul piano sentimentale ed emotivo. Le scrivo per augurarLe Buon Compleanno, e per ringraziarLa di essere, di esistere, di agire, sic et simpliciter, per come da Lei sempre attuato. La Sua azione quotidiana dimostra cosa significhi non essere dei mediocri, non fare i piacioni a tutti i costi, non leccare il deretano a nessuno, pur di ottenere anche le briciole. Lei è un esempio per tanti giovani, lo sa? Non è vero che la stragrande maggioranza dei giovani sia tutta fatta da «Pro Pal», fludità di coscienza (per tacer d’altro) e simili “amenità” del genere (da taluni tradotto, sempre e comunque, con la parola, nefasta, di gender). Lei esprime fede senza essere un componente dei salotti buoni, tutta fede a parole e attaccamento alle poltrone nei fatti. Anche i Cattolici ricordano quanto avvenuto nello Studio Ovale della Casa Bianca, quel 5 marzo del 2026. Aver pregato, insieme a Lei, per la Vittoria del Mondo Libero contro la tirannide in kefiah e copricapo, con tanto di imposizione delle mani, ha scandalizzato i coleotteri, forse. Gli Uomini, quelli Veri, che sanno come una Democrazia non si difenda a suon di belle parole o formando cerchi concentrici di fumo, hanno capito. E hanno approvato, con il riserbo di sempre. Grazie per aver dato un esempio, concreto, reale e tangibile, su chi possa fregiarsi della qualifica di Self Made Man. Il candore autoconferitosi dai fariseri del politicamente corretto parla a iosa delle Sue magagne? Se Lei conoscesse le magagne che si nascondono dietro i mille gruppuscoli di potere, che agiscono inosservati (e spesso impuniti) nel microcosmo di afferenza, sono certo che il suo incazzamento le farebbe oscurare anche quel famoso ciuffo biondo, da fare invidia al Robert Redford degli anni d’oro! La ringrazio per aver sdoganato e “ufficializzato” un modo di parlare e di esprimersi ruvido ma veritiero, che non concede alcun vantaggio al lessico plastificato dei burocrati, operanti nei gangli decisivi di tutto il mondo civile. Le garantiamo il nostro essere, con pacatezza e determinazione, aderenti all’ordine naturale delle cose. Eppure, lo confessiamo, per amore del quieto vivere, mai avremmo avuto il coraggio di asserire pubblicamente la follia della propaganda gender nelle scuole. «As of today, i twill henceforth be the official policy of the United States government that there are only two genders, male and female».

Caro e stimato Presidente Donald Trump, non posso che chiudere questa missiva, nella certezza che non La leggerà, con le parole che il grande Erasmo da Rotterdam adoperava nel 1511 per introdurre il suo capolavoro, intitolato Elogio della follia:
«Quindi, non solo accoglierai di buon grado questo mio
modesto esercizio retorico, per ricordo del tuo amico,
ma anche lo prenderai sotto la tua protezione; dedicato a
te, non mi appartiene più: è tuo».
Make the World great again!
(Immagine da “corredo” al presente articolo, scelta dall’autore. La foto di Donald Trump, qui riproposta, data al 1964, ed è stata scattata presso l’Accademia Militare di New York. Nelle nostre “folli” elucubrazioni, di erasmiana memoria, ci piace immaginare la frase pronunciata, dal futuro «The Donald», dopo essere stato in posa. «Make America great again»! Ricalchiamo questo celebre motto, nell’auspicio che possa essere riadattato ai quattro angoli della terra, laddove chiunque desideri ergersi a difensore della propria comunità umana, politica e spirituale! Buon 80° Compleanno, Mr. President!!!).