Tenuta Gatto, i vini dello Stretto tra Doc Faro, Nerello Mascalese e tradizione messinese

di Giuliano Spina

La Tenuta Gatto e il territorio dello Stretto di Messina

La Tenuta Gatto, azienda produttrice di vini a conduzione familiare con sede nella zona di San Filippo, nella parte alta di Messina, racconta il territorio dello Stretto attraverso la produzione del vino Doc Faro nella variante Chiano Conti, dell’Igt Terre Siciliane nella variante Ardalìa con Nerello Mascalese 100 % e del Mussarussi, un vino aromatizzato ottenuto attraverso la fermentazione del mosto appena pigiato con quello cotto e aromatizzato.

Doc Faro e tradizione vinicola messinese

Il titolare della tenuta Santi Gatto parla del punto in cui l’azienda ha sede e mostra una particolarità riguardante proprio il Nerello Mascalese, che è raro trovare da altre parti.

«Siamo una piccola azienda a gestione familiare – afferma Gatto – con un terreno di meno di un ettaro che si trova sopra Tremestieri a Messina, a 450 metri sopra il livello del mare e in forte pendenza, oltre il 30 %. Abbiamo tre tipi di vino e la prima referenza l’abbiamo fatta essendo a Messina, quindi nel territorio del Doc Faro, dal 2012, mentre dal 2019 abbiamo preso una parte di Nerello Mascalese e l’abbiamo vinificata in bianco. In più dal 2020 ho voluto riprendere un’antica ricetta che vede la fermentazione del mosto cotto con quello crudo, tipica delle nostre parti. E’ un vino da fine pasto». 

I vitigni protagonisti del Doc Faro della Tenuta Gatto

Il Nerello Mascalese vinificato in bianco «viene fatto anche da altri produttori, in particolare a Messina e sull’Etna. Si ottiene perché il Mascalese rappresenta un vitigno molto duttile e ha la caratteristica di avere la polpa bianca. Assieme a ciò va sottolineato come la maturazione delle bucce venga raggiunta negli ultimi giorni. Noi anticipando la vendemmia di una o due settimane lo portiamo in cantina, lo pressiamo a rimontaggio con una pompa che ossigena il mosto, in modo da fargli perdere tutte le proprietà coloranti. Non viene aggiunto alcun prodotto in questo caso».

La linea nutritiva

La linea nutritiva si articola sui seguenti principi: «Cerchiamo di fare vini più genuini possibili e usiamo il meno possibile prodotti invasivi. Facciamo solo un’opera di ossidazione. Il terreno in cui siamo noi è di medio impasto, ha una parte minerale molto invasiva con uno strato di terreno di un metro con la roccia sotto che è molto friabile, il che porta le piante ad attrarre la parte minerale da là. Il nostro rosso è un Doc Faro con quattro vitigni: Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Nocera e Nero d’Avola».