La lettura dei ragazzini salverà il mondo. Impressioni e moti dell’anima derivati dal contatto con la 38esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

di Marco Leonardi

Bentornato, «Salone Internazionale del Libro di Torino»! Dal 14 al 18 maggio 2026, all’interno dello spazio vastissimo del «Lingotto Fiere» di Torino, la trentottesima edizione della più rinomata manifestazione sui libri, tra le innumerevoli che hanno luogo in quella Nazione Culturale per eccellenza, quale è l’Italia. «Il mondo salvato dai ragazzini»: non poteva essere scelto un titolo d’accompagnamento più azzeccato di questo.

Tra le mille turbolenze di chi viaggia sull’«aereo più pazzo del mondo», ovvero tutti noi, saliti a bordo di un sistema politico, sociale, economico dal quale è impossibile scegliere, i più assennati sono proprio i ragazzini. «Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». La predicazione svolta dal Salvatore del Mondo, così come riferito in uno dei passi più famosi del Vangelo di Matteo (18,4) completa, nel migliore dei modi, la frase annuale di accompagnamento alle centinaia di iniziative che si svolgeranno nella Torino bibliofila. Senza parteggiare per nessuno, basta ricordare il cognome «Einaudi» per avere diverse ragioni, sia pur mai esclusive, nel conferire alla Torino post-bellica il “titolo” di capitale italiana del libro (unitamente ad un nutrito gruppo di città nelle quali operano preziose case editrici di inestimabile valore culturale e artistico, basti ricordare Firenze, Napoli, Palermo).

Gli adulti della nostra epoca sembrano aver perso definitivamente, con buona pace dell’insegnamento di Giovanbattista Vico, quello che ogni epoca precedente alla nostra gli riservava: l’incanto per il mondo, il desiderio di scoprire, talora mutatosi in impeto a dominare, il mondo “incantato” nel quale essi vivevano. Perfino una “pratica” tremenda, quale la guerra, aveva i suoi aedi che la estetizzavano. Basta rimanere nel perimetro del Novecento per annotare la differenza abissale, creatasi con il presente.

Trovate, oggigiorno, un “successore” di Gabriele D’Annunzio, di Ernst Jünger o di Filippo Tommaso Marinetti. Il più “titolato” vi mostrerà la sua carta elettronica, a momenti finalizzata anche a respirare. Quale gioia riporre speranze in quei ragazzini, che potrebbero segnare un mutamento di rotta! Immaginiamo adesso di essere presenti, unitamente ad altre centinaia di migliaia di visitatori, presso il «Lingotto Fiere». Non notate che una scolaresca di avvicina a noi? Sguardi curiosi, tante sane domande, inesausta vitalità nel voler iniziare a decifrare quel dedalo impossibile, chiamato mondo.

Non posso che prendere l’edizione delle «Lettere da Babbo Natale», scritte da quell’autore che ha fatto, fa e farà sognare i ragazzini per generazioni a venire: John Ronald Reuel Tolkien. «Cara la mia gente: sembra che ogni anno che passa voi diventiate sempre più numerosi».  Il «Babbo Natale», alias il cattolico padre di famiglia Tolkien, scriveva queste righe nel 1927; esse rimangono dal potenziale intonso nel 2026. Agli occhi della scolaresca, opere quali lo «Hobbit» e il «Signore degli Anelli» sono note, per lo meno nei loro caratteri di fondo. Paesaggi incantati, avventure sullo sfondo di una natura creata da Dio Onnipotente e necessitante un approccio “sostenibile”, distinzione tra il Bene e il male.

E, soprattutto, la vittoria del Bene sul male, dopo lunghe tribolazioni, simboleggiate dalla missione di Frodo Baggins e dai componenti della «Compagnia dell’Anello». Frodo, Sam Gamgee, Peregrin Took, Merry Brandybuck, Aragorn, Boromir, Legolas, Gimli e Gandalf: ecco a voi la “squadra” nella quale tutti i ragazzini potranno identificarsi! Una volta ribadito il valore sacro di sentimenti quali l’amore cristiano, l’amicizia, la tutela dei legami familiari, il rispetto per gli anziani, le donne e i bambini,  la solidarietà, la spiritualità, formuliamo un auspicio, rivolto ai ragazzini che ci ascoltano: tenete fede all’incanto, non smettere mai di stupirvi per vivere brillantemente il mondo che vi circonda, non vi appiattite su uno stile di vita improntato alle degenerazioni del materialismo, da rigettare in tutte le sue perverse manifestazioni!

Qualcuno potrebbe obiettare: come dovrebbero agire quelli che non sono più ragazzini? «Basta che siate giovani perché io vi ami»: sulla scia di un educatore di primissima classe, quale San Giovanni Bosco, riveliamo un segreto, talmente diffuso in altre epoche da essere talora apostrofato come segreto di Pulcinella. Nella nostra quotidianità, abbiamo smarrito anche questa “banalità”. Mantenetevi, sempre e comunque, dei ragazzini nella vostra anima. Non uniformatevi al nulla dominante. Il mondo ha ancora bisogno di essere salvato, grazie a quanti preserveranno lo spirito dei ragazzini. Buona permanenza, non importa se fisicamente o solo con il cuore, al «Salone del Libro» di Torino. In antitesi a quanti si sentono “arrivati”, noi continueremo ad impegnarci per leggere il mondo!

(La foto qui pubblicata, scelta per il presente articolo, è stata effettuata presso la “rappresentanza” della Casa Editrice «Edizioni Sindacali». La rivista fotografata è intitolata «Pagine Libere di Azione Sindacale», una delle più rinomate pubblicazioni in tema di lavoro e cultura, tra quelle pubblicate in Italia. È possibile intravedere il titolo di un saggio del prof. Marco Leonardi, dedicato al lavoro intellettuale dello scrittore e Premio Nobel per la letteratura Thomas Mann [Lubecca 1875- Kilchberg, Zurigo 1955], autore del romanzo «La montagna incantata» [1924], considerato, all’unanimità, uno dei capolavori letterari del Novecento).

Autodafé immaginato, puntata n°13 di sabato 16 maggio 2026

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