Oggi non è un giorno qualsiasi. I ricordi richiameranno i lucciconi agli occhi, la memoria si intreccerà con la vita di ogni giorno, lo svago farà rima con impegno, vuoi artistico, vuoi sociale, vuoi civile. È passato un anno da quando ci hai lasciati. Senza neanche ambire a previsioni che non competono a noi esseri umani, e per questo imperfetti e mortali, abbiamo la sensazione che tu, dall’alto dei Cieli, ci guardi.
Domenica 16 agosto 2026, andrà in onda «Superpippo», a partire dalle ore 20 su Rai 3, e, alle ore 21:30, ci diletteremo, in scienza e coscienza, con «Stasera…Pippo Baudo», con inizio alle ore 21:30 su Rai 1. Oggi scriviamo una lettera, indirizzata al presentatore per eccellenza di quella che denominiamo «mamma televisione», firmandoci, con studiata modestia, con la dicitura seguente: «i tuoi telespettatori». Dottor Baudo, Lei è stato per noi molto, molto di più che un “intrattenitore”.

Le nuove generazioni, bontà loro, non vantano i capelli bianchi, né le stempiature di chi la segue dagli Anni Sessanta del secolo scorso. Telespettatori, cosa significa adoperare questa dicitura, volutamente “anonima”? Lei è entrato nei bar, nei locali, ed infine, grazie al Boom Economico, nelle case di tutti noi. L’attuale crisi della famiglia tradizionale non potrà mai cancellare il ricordo di quando Pippo Baudo dialogava, con tutti gli Italiani, da quella scatola nera, la vera e propria unificatrice culturale di un’Italia che, letteralmente, incollava, davanti allo schermo bombato, la casalinga e il professionista, il marito e la moglie, i nonni e i nipoti, i conoscenti e gli amici.
Quale gioia, e quale motivo di orgoglio per “noi” siciliani, vedere un nostro conterraneo presentare «Settevoci», la trasmissione del 1966 che lanciò Al Bando (e i suoi magici acuti da cantore nazionalpopolare) verso la notorietà! Abbiamo gioito e abbiamo imparato tanto, guardando le sue trasmissioni: dai suoi salotti televisivi, dalle 13 edizioni del Festival di Sanremo, da Lei magistralmente condotte dal 1968 al 2008. Imparare, apprendere, emulare? Sì, perché Lei è stato un Maestro di stile e di garbo, in grado di mettere a proprio agio, senza mai confondere i ruoli del presentatore e del “presentato”, una carrellata di personalità che più eterogenee non potevano essere!
Da Alberto Sordi a Moana Pozzi, da Madonna a Jane Fonda: rivedere le Sue trasmissioni, da «Fantastico» a «Domenica in» concreta la massima del filosofo Walter Benjamin. Nel 2026, rivedere le conduzioni televisive del dott. Baudo rende possibile, quasi miracolosamente, di «passare a contrappelo la storia». Bastava ordinare una pizza, accendere la TV e vedere «Fantastico». Lo dobbiamo al Suo essere stato un talent scout ante litteram, se abbiamo gioito nel vedere le coreografie interpretate da Heather Parisi, Lorella Cuccarini e Alessandra Martines.
Come dimenticare, il Suo andare oltre gli “schemi”, senza mai darla vinta a quanti volevano imporre il loro “stile” (leggi: maleducazione) disturbante? Come dimenticare che Baudo a non ha mai ceduto il microfono, «pena la sua stessa vita»? Correva l’anno 1992 e il disturbatore, noto come «Cavallo pazzo», non ebbe la meglio sul palco dell’Ariston: Superpippo lo ammutolì, con la sua determinazione! Ricordiamo parimenti, quando il «Superpippo Nazionale» è stato anche l’uomo-copertina, per interi decenni, del famosissimo periodico, denominato «TV Sorrisi e Canzoni»? Dal 1967 al 2025, non è passato anno senza vedere il nostro Pippo Nazionale alle prese vuoi con Corrado, vuoi con Enzo Tortora, vuoi con Mike Bongiorno. Caro Pippo, «da te abbiamo imparato l’amore per la televisione e per il mondo dello spettacolo». Parola del TV Sorrisi e Canzoni.
Lei rimarrà una colonna portante nella storia della televisione italiana. La ricorderemo sempre, provando a mettere in pratica il mezzo secolo di professionalità, da Lei generosamente profuso a beneficio di tutti noi. Saremo nuovamente insieme a Lei stasera, domenica 16 agosto 2026.
Da credenti, quali siamo, non possiamo che concludere questa lettera con un auspicio, tanto semplice quanto intimamente sentito:
Arrivederci, dott. Baudo!
Con affetto e stima,
i suoi telespettatori