Estremisti, fanatici, oltranzisti? Neanche per idea! Protestanti, Patriottici, Particolaristi? Certo che sì! L’esito delle recenti elezioni regionali tedesche, conclusesi domenica scorsa nel Land della Sassonia-Anhalt, viene letto con strumenti inadeguati a comprendere appieno un risultato, dalla valenza epocale. Tutti noi dovremmo fare un salto qualitativo, nella lettura “profonda” del voto per il parlamento regionale di un territorio-chiave nella formazione della storia e della mentalità tedesca, con radici ben anteriori al 6 settembre del 2026.

di Marco Leonardi

AfD e il voto in Sassonia-Anhalt: oltre gli stereotipi

Ci risiamo! Le ultime elezioni segnano la vittoria schiacciante dell’Alternative für Deutschland, nuova compagine destrorsa della Repubblica Federale Tedesca, arrivata, da sola, a conquistare il 44% dei consensi tra quanti si sono recati alle urne. Come reagisce, per la maggiore, la stampa italiana? In una parola, orchestrando quanto segue: stereotipi. Il terremoto elettorale ha delle radici così profonde e radicate nell’anima tedesca, da lasciare inorriditi chiunque conosca anche solo la crosta della Bildungsnation più antica al mondo nel teorizzare prima di attuare, nello studiare e pianificare prima di concretizzare, nell’idealizzare prima di applicare.

La Germania della Bildung: una cultura costruita sulla formazione

L’ideale della Bildung, ovvero di una vita dedita alla “formazione permanente”, arriva fino a noi grazie a nomi di caratura gigantesca, vuoi un Goethe, vuoi uno Schleiermacher, vuoi un Winkelmann e, arrivando al quasi presente, un Porsche, eccetera, eccetera eccetera…finché formazione non ci separi, da questa vita terrena! Avete mai aperto i «Discorsi a tavola» di Martin Lutero? Redatti tra il 1531 e il 1546, essi hanno dato vita a un genere comunicativo, di cui oggi ignoriamo le origini.

Martin Lutero e le radici della coscienza comunitaria tedesca

Divulgazione culturale di alto profilo: ecco il regalo più bello, donatoci da Martin Lutero! Cosa c’entrano dei discorsi informali, tenuti da un ex monaco agostiniano con i grandi della politica e della cultura del suo tempo, per capire quanto avvenuto domenica scorsa? «La vittoria non dipende affatto da ciò, dall’avere molte truppe ed anche costosi armamenti militari; dipende da una buona causa, chi l’ha, e da un combattimento fortunato, se si scontrano».

Prinzip Sachlichkeit: alla ricerca di ordine e chiarezza

Correva l’11 aprile del 1542: Martin Lutero dialogava, alla “buona”, con Filippo Melantone (1497-1560), altra testa pensante della Riforma che modificherà dapprima l’Europa, a seguire tutto il sistema-mondo a trazione occidentale. «I buffoni si salvano? […] È proprio come quando il diavolo altre volte afferra un uomo assennato; così afferra anche loro».

Non saremo adusi, nel nostro secolarizzato anno 2026, al linguaggio adoperato e messo per iscritto nella primavera del 1543. Eppure, l’apparenza di un cataclisma reca, in sé, ben altri effetti maieutici. Ricerchiamo ordine, chiarezza, linearità anche nella politica, non solo nelle relazioni umane e sociali del nostro “recinto privato”.

Perché il voto tedesco non può essere ridotto alle etichette

Prinzip Sachlichkeit, come tradurre un’espressione, intorno alle quale si accapigliano pensatori di tutte le risme, da almeno duecento anni a questa parte? Abbiamo smarrito cosa significhi perseguire un principio di essenzialità, di oggettività, di unanime condivisione di linguaggi, valori di riferimento, basi di partenza nelle quali tutti noi potremmo riconoscerci, senza i mille frazionamenti ai quali siamo sottoposti, ogni giorno della nostra vita.

Dalla Riforma alla Germania contemporanea: una storia da conoscere

Sarebbe bello attendere e ponderare bene le nostre valutazioni, anche in relazione ad un risultato elettorale, prima di agire con la frettolosità tipica di chi deve affibbiare patenti e giudizi, senza alcuna idea fondata e ponderata. Finiamola con inutili allarmismi e dismettiamo il solito, trito e ritrito, “gergo giornalistico” del politicamente corretto!

È tempo di tornare, finalmente, a dare nuova autorevolezza, riguardo ai contenuti e agli strumenti che le Scienze Umane, dal Corso Plurisecolare, sono state create e affinate per interpretare il mondo circostante, dicasi l’Arte, la Cultura letta come scienza e costume, la Filosofia, la Letteratura, la Sociologia delle Religioni, la Storia e la Teologia. Aprite la tazza del water, gettategli dentro tutta la spazzatura, amorale e priva di fondatezza, delle notizie-bomba, del tutto inattendibili.

Tirate lo sciacquone e tornate in biblioteca. Dopo esservi documentati a dovere sui nostri cugini europei, nello specifico i Tedeschi, iniziate a scrivere. Solo così l’eredità di Lutero e Dürer, Kant ed Hegel, Adenauer e Kohl, tornerà a splendere, a beneficio del nostro presente.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio dei lettori. Uno dei più celebri dipinti a finalità ritrattistiche, scaturiti dal genio pittorico di Lucas Cranach “il Vecchio”, risale al 1529 e ritrae Martin Lutero, il protagonista, mai dimenticato, della prima costruzione di una coscienza comunitaria, valevole per tutta la Nazione Tedesca. Guai ad attribuire alla parola Nazione adoperata nel secolo XVI, lo stesso significato che adopereremmo ai nostri giorni! Eppure, il valore comunitario, sotteso alla Nazione, nasceva proprio nella Prima Metà del Cinquecento. Stessa lingua, medesime radici storiche, affinità di forme di governo e di usi, costumi e tradizioni. Se non si riferivano a confini precisi, tuttavia gli uomini della Prima Età Moderna adoperavano questa parola, Nazione, con cognizione di causa! Il motto del Riformatore sassone, posto in cima al dipinto, dice tutto: «la vostra fortezza risiederà nel silenzio e nella speranza». Come sarebbe bello, se tanti pseudo-opinionisti riflettessero e facessero silenzio, prima di dire cazzate!) 

Autodafé immaginato, puntata n° 63 di martedì 8 settembre 2026

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