E se dentro le castagne ci fossero le microspie? Operare una disamina sulle paranoie “complottiste”, da tutti somatizzate, è un atto doveroso. A patto di ammettere lo smarrimento del confine tra sospetto e reale quotidianità del nostro vissuto

di Marco Leonardi

Non occorrono perifrasi: il mondo è sempre stato più grande di noi! In cosa consiste la differenza rispetto alle epoche trascorse? Disporre di quella scatoletta rettangolare di colore nero, dalle dimensioni a momenti filiformi, chiamato smartphone. Il mondo esterno, con il suo delirio (canzoni degli 883 docent) è entrato, del tutto, nella nostra sfera privata. Bei tempi, quando si sostava nell’«area 51», sfogliando una copia di «Topolino» o di «Braccio di Ferro».

Oggi, al contrario, lo smartphone non viene lasciato tra un rotolo di carta igienica e il barattolo del borotalco. La “terza mano” ti segue ovunque, è una tua propaggine, occupa ogni tuo secondo di tempo libero. Sfoglio un giornale oppure vado a switchare, parola che ha sostituito il bellissimo verbo italiano di sfogliare, un profluvio infinito di notizie, foto, video? Siamo messi male, e accettiamo tutto questo come inevitabile “progresso”. Il kaos del mondo non è più f u o r i da te; il kaos del mondo è  c o n  te, in ogni momento!

Eliminato ogni diaframma, un tempo coriaceo, tra la sfera del privato e la dimensione del pubblico, siamo impotenti dinanzi ad una realtà che ci pervade, ci fagocita, ci assorbe. Ben venga, finalmente, la norma di quanti hanno vietato l’utilizzo del telefono mobile in classe, durante lo svolgimento delle lezioni. Il mondo complotta contro di noi. Al supermercato i prezzi sono più alti per portarci alla fame e poi sterminarci, il bollo auto (da non pagare) una presa per i fondelli, siamo vittime (mai ammettere di esserne gli artefici, ci mancherebbe) dei traccheggi di politici senza scrupoli.

Leggi e verifichi, a seguire, dati ufficiali, dai quali si evince che il denaro, sottratto illegalmente all’erario statale, ammonta a 93 miliardi di euro all’anno? Neanche a dirlo, anche questi saranno dei dati manipolati, finalizzati ad infilzarci! «L’esperienza ci suggerisce che, se è vero che arriva a ondate di intensità variabile, a me pare praticamente impossibile da eradicare». A cosa alludiamo? «Lo stile paranoide ha più affinità con le cattive cause che con quelle buone».

Uscito nel lontano 1964, il breve e meraviglioso scritto del giornalista americano Richard Hofstadter, intitolato Lo stile paranoide nella politica americana, dovrebbe essere letto da tutti noi. Spegnete lo smartphone, per almeno mezz’ora sentitevi “scollegati” dal mondo falso e virtuale della rete, riprendete contatto con il mondo reale, appoggiando le vostre natiche su una sedia, prima che un vostro familiare vi richiami all’ordine!

Il mondo fuori da noi potrà tornare in ordine se, e solo se, ricostruiremo una gerarchia di Valori, Punti di Riferimento, coordinate esistenziali, dentro di noi. Scriviamo queste righe di Domenica. Non potreste immaginare quanto beneficio trarreste, per voi e per la vostra anima, nel lasciare lo smartphone a casa, e recarvi ad ascoltare la Santa Messa, nella parrocchia più vicina a casa vostra. Bastano pochi, significativi gesti, per sottrarsi al controllo “paranoide” della tecnologia, e scegliere di dialogare con quell’Autorità che ha presieduto alla Creazione. State tranquilli, nessuno può (ancora) clonare e gradare l’autenticità delle vostre preghiere!

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio del lettore. Attenti alle castagne! Cosa si potrebbe celare dietro quel guscio di colore marrone? Tra il serio e il faceto, il clima paranoide vigente non risparmia niente e nessuno. Abbiamo, così stando le cose, una ragione in più per sottrarci alle degenerazioni da senso comune…oppure dovremmo asserire: da senso paranoide?)

Autodafé immaginato, puntata n° 82 di domenica 4 ottobre 2026