Quanti di voi ricordano la parola tazebao? Siamo pronti a scommettere che nessuno la ricordi. Non sprecate il vostro tempo, nel cercare il nonno dalle simpatie sessantottine, che possa dare esito positivo alla vostra domanda. Accorciamo i tempi e chiediamo al dizionario, per appurar che la parola tazebao indica il «Manifesto murale di grandi dimensioni, scritto a mano e talvolta illustrato, nato nella Repubblica Popolare Cinese come mezzo di propaganda diretta, adottato poi nei Paesi occidentali dai movimenti studenteschi, extraparlamentari e simili».
Se questa pratica ricorda, a pochi interessati, nomi parimenti illustri e famigerati, si pensi ai Curcio, ai Sofri, ai Rostagno e compagni (di nome e di fatto) che hanno fatto della comunicazione politica il luogo dell’inventiva e della creatività, non possiamo dire lo stesso per quanti hanno comunicato la loro verità con gazebo, sedia e microfoni.

Eppure, c’è stato “qualcuno” che ha dimostrato, fino a donare sé stesso, che la «Fantasia al Potere» può fregiarsi di contenuti nobili e conservatori, fino a qualche anno addietro del tutto misconosciuti, quando non apertamente ostracizzati. Chi può negare, nel corrente Anno Domini 2026, che una visione cristiana dell’esistenza, la difesa della famiglia naturale formata da uomo e donna, il rispetto per le proprie radici storiche, culturali e sociali, siano Valori costruttivi, sui quali vale davvero la pena di spendere la propria esistenza?
In quel maledetto mercoledì 10 settembre del 2025, il trentunenne Charlie Kirk veniva ucciso da un proiettile che gli forava la gola, negli ampi spazi verdi della «Utah Valley University».
Proprio difendendo la liceità del free speech, ovvero la libertà di trattare temi culturali e sociali che la Woke Culture aveva bandito come pericolosi, un folle metteva fine all’esistenza di un ragazzo garbato, di un padre di famiglia esemplare, di un giovane grintoso e intento a fare carriera, senza scadere nelle mille compromissioni di quel carrierismo senza scrupoli, pago unicamente nella sordida affermazione del proprio ego, che troppe volte vediamo attorno a noi.
Perché ricordare Charlie Kirk con i lucciconi agli occhi, ad un anno esatto dalla sua scomparsa? Per la sua unicità. Di certo, giovani brillanti non ne mancano su questa terra, nonostante i mille tentativi di risucchio verso il basso, costantemente attuato da alcuni media, da alcuni uomini di spettacolo, da molti influencer. La memoria lunga, si sa, è come un Giano Bifronte. Vogliamo solo prendere la facies bella e costruttiva di questo simbolo dicotomico.
«Generazione di sconvolti, che non ha più santi, né eroi…» cantava un rocker molto famoso nel 1981. Charlie Kirk ha dimostrato, con semplicità e grande talento comunicativo, che la bellezza e la purezza dell’esistenza umana stanno dall’altra parte. Dialogando con tutti, proprio con tutti, Kirk ha messo in luce la bellezza, unica e straordinaria, insita nel costruire un’esistenza ordinata e pacifica, fatta di piccole conquiste e di grandi punti di riferimento.
«I Paesi felici hanno figli. I Paesi distrutti soffrono di dipendenza, depressione e sofferenza». Grazie, Charlie, per averci ricordato che una vita impostata sui Valori del Sacro, della Famiglia, della buona educazione, non ha nulla di noioso o di scontato. La cultura dello sballo ha già fatto troppi morti, lasciando, dietro di sé, una scia interminabile di spazzatura morale, il cui olezzo arriva fino alle nostre narici. Continueremo la nostra strenua battaglia per la normalità anche nel tuo nome, Charlie Kirk. Grazie per quanto ci hai donato.
(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Leonardi a beneficio del lettore. Charles James Kirk [14 ottobre 1993 ‒ 10 settembre 2025] è considerato, negli Stati Uniti, il fondatore di un nuovo modo per comunicare e trasmettere i Valori Conservatori alle nuove generazioni. La sua tragica e prematura scomparsa, poco prima del compimento dei suoi trentadue anni, ha sconvolto il mondo intero. Per apprezzare la Sua genuinità comunicativa, unita alla padronanza delle tematiche da lui dibattute nei Campus Universitari Statunitensi, vi suggeriamo di navigare in rete, sia pure per poco tempo. Nell’attesa (speriamo breve, davvero breve) di tornare alla vita reale, solida e spigolosa della quotidianità, andate a vedere il sito charliekirkfoundations.org; anche da un piccolo gesto “virtuale” possono scaturire encomiabili azioni nel mondo reale!