’A Chiazza Fest Acireale 2026: cultura, musica e memoria in piazza Marconi

di Giuliano Spina

Acireale torna a riappropriarsi della sua “Chiazza” attraverso la cultura, la musica e la memoria. Dal 18 al 28 agosto piazza Marconi ospita la terza edizione di “Voci di Popolo – ’A Chiazza Fest”, la rassegna inserita nel cartellone di Acireale Estate 2026 che riunisce linguaggi e forme artistiche differenti: dalla musica alla poesia, dal teatro alla danza, fino alla letteratura.

Un appuntamento che nasce con l’obiettivo di riportare attenzione e partecipazione in uno dei luoghi storici della città, trasformando la piazza in uno spazio di incontro e condivisione. Ma ’A Chiazza Fest non guarda soltanto al presente: il suo percorso parte dalla memoria e dall’identità siciliana, provando a mettere in dialogo tradizione e contemporaneità e a coinvolgere anche le nuove generazioni.

A fare da filo conduttore alla terza edizione è Ignazio Buttitta, poeta popolare siciliano al quale la manifestazione dedica un omaggio che attraversa diversi linguaggi artistici. Una scelta che riflette la filosofia stessa del festival: recuperare le radici della cultura siciliana senza trasformarle in qualcosa di immobile, ma riportandole nel presente attraverso gli artisti e le loro espressioni.

Il programma propone dieci appuntamenti, dall’apertura affidata a Eleonora Bordonaro fino alla finale del Premio Talento Sicilia, passando per concerti folk, teatro, stand up comedy, presentazioni letterarie, poesia, danza e contaminazioni tra musica e parole.

Dietro questa idea c’è Giuseppe Marino, in arte Alosha, organizzatore della manifestazione, che ha scelto di costruire anche quest’anno un cartellone capace di riunire artisti e linguaggi diversi intorno a un’identità comune. Per Alosha, la memoria non rappresenta soltanto uno sguardo verso il passato, ma uno strumento per comprendere chi siamo e costruire il futuro, soprattutto attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Abbiamo intervistato Alosha per parlare della terza edizione di ’A Chiazza Fest, del rapporto tra cultura popolare e contemporaneità, dell’importanza di riportare la lingua e la letteratura siciliana al centro del racconto e del significato di organizzare una manifestazione proprio nel cuore storico di Acireale.

«Siamo alla terza edizione – spiega Alosha – e l’obiettivo è quello di portare di cultura siciliana anche alle nuove generazione. I linguaggi fanno la differenza ed è una vetrina di conoscenza e di tematiche. Quest’anno la dedica del festival è a Ignazio Buttitta, che rappresenta la ribellione contro l’omertà e contro la mafia. Ha un valore estremo e il titolo è quello di dare voce al popolo, proprio come faceva Buttitta. Abbiamo Carmen Consoli, che con il suo album ha fatto tanti riferimenti a Ignazio Buttitta. Il prossimo la dedica sarà ai 100 dalla nascita di Rosa Balistreri. Ci troviamo nel cuore pulsante del popolo acese e la scenografia rende la piazza un luogo di memoria. Non dobbiamo dimenticare chi ha dato un contributo alla nostra città e Buttitta è stato da noi nel 1975. Da lì nasce una conoscenza evoluta di tipo letterario e culturale ed è bello che le nuove generazioni sappiamo cosa c’era nella nostra città, che ha ospitato personaggi che venivano da tutte le parti del mondo. Qualsiasi artista ha citato il nostro punto di riferimento, che è Leonardo Vigo, che raccolse canti popolari in un libro. Chiunque viene qui si ricorda di essere nella patria di Leonardo Vico, che deve essere più valutato di quello che è in questo momento. Buttitta prendeva ispirazione da Leonardo Vigo e il nostro territorio è come un agrume che si spreme di tutte questi eventi culturali».

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