Si è chiusa tra gli applausi di un pubblico numeroso e partecipe la rassegna “Quattro Serate con Carlo”, l’omaggio che Acireale ha dedicato a Carlo Verdone, uno dei protagonisti più amati e rappresentativi del cinema italiano.
Per quattro sere Villa Belvedere è diventata il palcoscenico di incontri, proiezioni e testimonianze che hanno celebrato la carriera del regista, attore e autore romano, offrendo alla città un appuntamento di grande valore culturale.
La serata conclusiva è stata dedicata al film Al lupo al lupo, una delle opere più personali e intime della filmografia di Verdone. Ad accompagnarlo nel racconto del film sono stati Sergio Rubini, Valerio Caprara e Nicola D’Agostino, con la conduzione della giornalista Katia Scapellato.
Verdone racconta “Al lupo al lupo”: un film nato dalla memoria familiare
Durante l’incontro Carlo Verdone ha ripercorso la nascita di Al lupo al lupo, spiegando il forte legame emotivo che lo unisce alla pellicola.
«È un film per me anche autobiografico, anche se i caratteri dei fratelli non assomigliano pienamente a noi Verdone. Però ci sono due fratelli e una sorella, come nella mia famiglia, e un padre vedovo, come mio padre era rimasto dopo la morte di mia madre».
Il regista ha raccontato di essere partito dall’idea di un padre depresso e solitario che improvvisamente scompare, dando vita a un viaggio alla ricerca delle proprie radici: «Da lì nasce un film on the road: tre figli che si ritrovano a cercare il padre».
Un racconto familiare che diventa anche una riflessione più ampia sui rapporti umani, sulle fragilità e sulle difficoltà della comunicazione tra generazioni.
Sergio Rubini: “Verdone ha sempre avuto il coraggio di dare fiducia ai giovani”
Tra i momenti più apprezzati della serata, l’intervento di Sergio Rubini, che ha voluto sottolineare soprattutto il valore umano di Carlo Verdone.
«Nel nostro ambiente è rarissimo trovare chi abbia il coraggio di dare fiducia ai giovani. Carlo lo ha sempre fatto e questa è una dote straordinaria».
Rubini ha ricordato il clima trovato lavorando con Verdone e il rapporto costruito negli anni: «Quando mi ha chiamato a lavorare con lui ho avuto la sensazione che mi stesse aprendo la porta di casa sua. Ho conosciuto una famiglia di grande cultura e un clima umano nel quale un attore riesce davvero a dare il meglio di sé».
Un rapporto professionale diventato anche una scuola di vita: «Carlo ti guida senza che quasi te ne accorga. Mi ha insegnato che il vero privilegio del successo è riuscire a restare una persona normale. E Carlo ci è riuscito».
Il saluto di Acireale a un grande protagonista del cinema italiano
Prima della proiezione del film, il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, l’onorevole Nicola D’Agostino e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale hanno ringraziato Carlo Verdone e tutti gli ospiti che hanno animato la manifestazione.
Un riconoscimento speciale è stato consegnato anche al direttore artistico Mario Patanè per il lavoro svolto nell’organizzazione della rassegna.
Particolarmente intenso il momento finale, quando Carlo Verdone ha salutato il pubblico con parole di grande affetto:
«Vi ringrazio tanto per queste serate e per essere stati così numerosi. Mi avete davvero commosso per l’affetto con cui mi avete accolto. Acireale resterà per me un bellissimo ricordo. Spero di poterci tornare e magari di fare qualcosa anche dal punto di vista cinematografico, perché avete un centro storico d’incanto».
“Sono stato un pedinatore degli italiani”
Nel corso della serata Verdone ha anche riflettuto sul proprio percorso artistico e sul rapporto con il pubblico.
«Penso di essere stato, con una parola, un “pedinatore degli italiani”: dei nostri tic, delle nostre nevrosi, delle nostre fragilità, delle nostre debolezze, delle nostre mitomanie e delle nostre megalomanie».
Una definizione che racchiude il senso della sua lunga carriera: osservare gli italiani, raccontarne contraddizioni e imperfezioni, trasformando difetti quotidiani in momenti di comicità e umanità.
«Non ho mai vissuto la mia vita da protagonista, ma sempre da fan. Però una cosa la riconosco: ho lavorato tanto, con tanta sincerità, tanta onestà e soprattutto tanta fatica».
Il bilancio del sindaco: “Un appuntamento che continuerà”
Il sindaco Roberto Barbagallo ha definito positivo il bilancio della manifestazione, sottolineandone il valore culturale e il ruolo nella promozione del cinema.
«Da tre anni Acireale investe in un appuntamento che vuole sostenere un’arte fondamentale della nostra cultura, proprio in un momento in cui il settore attraversa una fase complessa».
Secondo il primo cittadino, il successo delle quattro serate dimostra l’interesse del pubblico verso iniziative capaci di creare un dialogo diretto tra grandi protagonisti del cinema e nuove generazioni.
«Il ricambio generazionale va sostenuto e accompagnato. La straordinaria partecipazione registrata dimostra che abbiamo raggiunto l’obiettivo».
Barbagallo ha quindi dato appuntamento alla prossima edizione, annunciando un nuovo protagonista del grande cinema italiano.
D’Agostino: “Verdone ci ha fatto riflettere senza giudicarci”
Anche Nicola D’Agostino ha evidenziato il valore dell’incontro, ringraziando il direttore artistico Mario Patanè, il sindaco e l’Amministrazione comunale per aver creduto nel progetto.
Rivolgendosi direttamente a Verdone, ha spiegato il motivo del suo straordinario legame con il pubblico:
«Carlo piace a tutti perché è una persona autentica, educata, capace di trasmettere fiducia e positività».
Secondo D’Agostino, il grande merito di Verdone è stato quello di raccontare gli italiani senza mai condannarli:
«Ridiamo dei suoi personaggi, ma in realtà stiamo ridendo di noi stessi. È riuscito a farci riflettere senza giudicarci, insegnandoci con semplicità il valore dell’autocritica e della bontà».
Un omaggio che chiude quattro giornate dedicate al cinema e conferma il ruolo di Acireale come luogo capace di ospitare cultura, confronto e grandi protagonisti dello spettacolo italiano.