L’alfabetizzazione non è soltanto la capacità di leggere e scrivere. È la possibilità di comprendere il mondo, accedere alle informazioni, esercitare i propri diritti e costruire il proprio futuro. È questo il significato della Giornata internazionale dell’alfabetizzazione che si celebra oggi, 8 settembre.
Istituita dall’UNESCO nel 1967, la ricorrenza richiama ogni anno l’attenzione della comunità internazionale su una delle grandi sfide ancora aperte: garantire a tutte e tutti l’accesso all’istruzione e alle competenze necessarie per partecipare pienamente alla vita sociale, culturale ed economica.
A distanza di decenni, infatti, l’alfabetizzazione continua a essere tutt’altro che un traguardo raggiunto ovunque. Milioni di persone nel mondo non hanno ancora la possibilità di acquisire un’istruzione di base. E anche nei Paesi in cui la scolarizzazione è ormai largamente diffusa, nuove forme di analfabetismo pongono interrogativi altrettanto importanti.
Dalla parola scritta alla cittadinanza digitale
Oggi saper leggere e scrivere significa anche saper interpretare un testo, distinguere un’informazione attendibile da una falsa, comprendere un documento, utilizzare consapevolmente gli strumenti digitali.
La rivoluzione tecnologica ha trasformato profondamente il modo in cui comunichiamo e accediamo alla conoscenza. Smartphone, social network, piattaforme digitali e intelligenza artificiale fanno ormai parte della quotidianità. Ma avere accesso alla tecnologia non significa automaticamente possedere gli strumenti culturali per utilizzarla in modo consapevole.
Da qui l’importanza di parlare non soltanto di alfabetizzazione tradizionale, ma anche di alfabetizzazione digitale e mediatica: competenze sempre più necessarie per orientarsi in una realtà nella quale le informazioni sono disponibili in quantità enorme, ma non sempre facili da verificare.
Un diritto che riguarda il futuro
L’alfabetizzazione incide direttamente sulle opportunità di una persona. Chi possiede adeguate competenze di lettura e scrittura ha maggiori possibilità di accedere alla formazione, al lavoro, ai servizi pubblici e alle informazioni necessarie per prendere decisioni autonome.
Per questo l’8 settembre non è una semplice ricorrenza sul calendario. È un’occasione per ricordare che l’istruzione è uno degli strumenti più potenti per ridurre le disuguaglianze.
La scuola, le famiglie, le istituzioni, le biblioteche, le associazioni e il mondo dell’informazione svolgono, ciascuno nel proprio ambito, un ruolo fondamentale. Promuovere la lettura, sostenere chi è in difficoltà, contrastare la dispersione scolastica e offrire opportunità di formazione lungo tutto l’arco della vita significa investire nella qualità della società.
Perché l’alfabetizzazione riguarda tutti
In un mondo attraversato da cambiamenti economici, tecnologici e sociali sempre più rapidi, imparare non può essere considerato un processo limitato agli anni della scuola.
L’alfabetizzazione è un percorso che continua nel tempo. Riguarda i bambini che imparano le prime parole, i giovani che costruiscono le proprie competenze, gli adulti che devono confrontarsi con nuove tecnologie e nuove professioni, gli anziani che rischiano di rimanere esclusi dalla trasformazione digitale.
La vera sfida, dunque, non è soltanto insegnare a leggere e scrivere. È fare in modo che nessuno venga lasciato indietro nella possibilità di comprendere, comunicare e partecipare.
Ed è proprio questo il messaggio più attuale della Giornata internazionale dell’alfabetizzazione: dietro ogni parola imparata, ogni libro letto e ogni informazione compresa c’è una possibilità in più di scegliere. E, soprattutto, di essere liberi.