Punture di insetti in estate: come proteggere cani e gatti e quando è davvero necessario intervenire

di Giuliano Spina

L’estate è sinonimo di passeggiate, giornate all’aria aperta e vacanze insieme ai propri animali domestici. Ma è anche il periodo in cui aumenta il rischio di incontri ravvicinati con api, vespe, calabroni e altri insetti in grado di provocare punture dolorose. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi che si risolvono senza particolari conseguenze, ma in alcune situazioni possono trasformarsi in vere emergenze veterinarie.

A fare chiarezza è il medico veterinario Mirko Ivaldi, che invita innanzitutto a sfatare alcuni luoghi comuni.

«Le punture da insetto sono importanti perché di recente ho visto diversi casi clinici, ma soprattutto perché si devono sfatare alcuni miti su cosa accade quando l’animale viene punto».

Cani più esposti dei gatti

Secondo il veterinario, i cani risultano generalmente più esposti rispetto ai gatti, soprattutto per il loro modo di esplorare l’ambiente.

«Il gatto tende a essere meno soggetto alle punture perché è più diffidente, anche se non è impossibile».

Il rischio aumenta durante le passeggiate nei prati, nei giardini o nelle aree ricche di vegetazione, dove gli animali possono entrare in contatto con insetti o altri artropodi.

Le aree più colpite

Le punture interessano più frequentemente il muso e le zampe, proprio perché sono le parti del corpo con cui gli animali annusano, scavano e cercano di capire ciò che li circonda.

«È più facile trovare punture nel muso e nelle zampe, soprattutto perché sono aree del corpo con le quali l’animale esplora».

Dal punto di vista clinico, la lesione è facilmente riconoscibile.

«Una puntura d’insetto provoca una lesione molto dura, dolente e arrossata nel punto di inoculo».

Successivamente può comparire una reazione infiammatoria di diversa intensità.

«La reazione può andare dal semplice gonfiore all’accumulo di siero e, più raramente, all’infezione, che in quel caso va trattata con antibiotico».

Quando la puntura diventa un’emergenza

Non tutte le punture richiedono un intervento urgente. Tuttavia esistono alcune sedi anatomiche particolarmente delicate.

«Le punture d’insetto sono problematiche intorno al naso, alla gola e alle guance, in quanto il gonfiore può ostruire il canale respiratorio».

In queste circostanze è necessario contattare tempestivamente il proprio veterinario.

«In questo caso si deve somministrare del cortisone e parlare con il veterinario di fiducia».

Se invece la puntura interessa una zampa o altre aree periferiche, nella maggior parte dei casi la situazione è molto meno preoccupante.

«Se l’animale viene punto in aree diverse da quelle del muso il rischio di soffocamento è praticamente nullo. Per esempio sulla zampa, se non è un animale allergico, il problema generalmente non esiste».

Allergie: niente test preventivi

Un altro falso mito riguarda la possibilità di effettuare test preventivi per individuare eventuali allergie alle punture.

«Non esiste un test preventivo per capire se un cane o un gatto svilupperanno una reazione allergica».

L’eventuale ipersensibilità viene infatti scoperta solo dopo una precedente esposizione, proprio come avviene nell’uomo.

Per questo motivo è fondamentale osservare attentamente l’animale nelle ore successive alla puntura e rivolgersi immediatamente al veterinario qualora comparissero difficoltà respiratorie, abbattimento marcato, vomito, collasso o un gonfiore molto esteso.

Ape, vespa o calabrone?

Non tutti gli insetti pungono nello stesso modo.

«L’unica specie che lascia il pungiglione conficcato è l’ape domestica. Altre specie possono pungere senza lasciare il pungiglione all’interno della pelle».

Questa differenza è importante anche durante il primo soccorso: nel caso dell’ape, il pungiglione andrebbe rimosso il prima possibile evitando di comprimerlo, per limitare l’ulteriore rilascio di veleno.

Come prevenire le punture

Ridurre il rischio è possibile adottando alcune semplici precauzioni:

  • evitare che il cane giochi con api, vespe o altri insetti volanti;
  • prestare attenzione durante passeggiate in prati fioriti o vicino ad alveari e nidi;
  • controllare periodicamente muso e zampe dopo le uscite;
  • non lasciare ciotole con alimenti dolci o residui di cibo all’aperto, che possono attirare gli insetti.

Conoscere i segnali di una puntura e sapere quando è necessario rivolgersi rapidamente al veterinario può fare la differenza. Nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi, ma quando il gonfiore interessa le vie respiratorie o compaiono sintomi sistemici è fondamentale intervenire senza perdere tempo.

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