Oggi, martedì 4 agosto 2026, alle ore 11:00, si sono svolti i funerali in memoria di Franco Baresi, indimenticabile campione sportivo, dentro e fuori dal rettangolo verde. Abbiamo il dovere di tenere viva la memoria di quest’uomo che ha segnato lo sport più popolare e seguito dagli Italiani. Franco Baresi è una figura perfettamente inattuale per il tempo presente, cioè irrinunciabile in tema di insegnamento morale, irriducibile in tema di ribellione al canone, oggi dominante, del divo calcistico sborone e impertinente

di Marco Leonardi

Care e cari,

trovare, oggi martedì 4 agosto del 2026, un serto di frasi, calzanti per ricordare Franco Baresi come credente, come atleta, come membro della società civile, presenta difficoltà, a malapena gestibili. Il rischio di essere banali, ripetitivi e apologetici, è quanto di più ovvio dovremmo evitare. Lasciamo ad altri il compito di ripercorrere la graduale identificazione con quel calciatore tutto d’un pezzo, chiamato Baresi, che aveva iniziato il suo percorso in rossonero nel 1974, poi interrotto con la sua dipartita terrena.

Nei prossimi mesi, saremo invasi da un profluvio di pubblicazioni e iniziative commemorative, che auspichiamo di buon livello, a beneficio della formazione spirituale e intellettuale dei fruitori che verranno! Focalizziamo la nostra attenzione su una domanda: cosa lascia di cristiano, di specificatamente cristiano, Franco Baresi a tutti noi? La sua ricerca della felicità non aveva nulla di triviale o di edonista. «Papà era agricoltore. L’ho aiutato da bambino nei campi […] mi sono divertito per anni a raccogliere il granoturco».

La vera felicità risiedeva, per Franco, nell’impegno gioioso, messo nell’affrontare le mansioni di ogni giorno. Per chi era nato nella bianca provincia bresciana, nella quale la parola bianco alludeva alla presenza del Don Camillo nel proprio paese d’origine, Franco muoveva i suoi primi passi, ovvero tirava i suoi primi calci alla palla di pezza dell’oratorio. La realtà agricola di Travagliato, suo paese d’origine, la frequentazione dell’oratorio, il rispetto e l’affetto sincero per Don Piero Gabella, deus ex machina delle attività sportive di matrice oratoriana, praticate a Travagliato.

Vedere lavorare sodo le persone accanto a lui, spesso senza proferire una parola, lo hanno portato al dominio di sé, ovvero a domare pulsioni ed eccesso, disciplinati per il raggiungimento di un fine. L’efficacia, in campo come nella vita, era comprovata da opere, concrete e tangibili a un tempo, quanto di lungo corso e mai ridotte all’esclusiva valutazione del momento presente. Abbiamo ancora, davanti a noi, le immagini di Brasile‒Italia, partita da finale di Coppa del Mondo, giocata a Pasadena il 17 luglio del 1994.

Esito scalognato e rigore sbagliato a parte, nessuno, se non Franco Baresi, avrebbe giocato senza risparmiarsi a pochi giorni da una delicatissima operazione al menisco. È sufficiente richiamare la lettera iniziale di ogni peculiarità, da noi attribuita al fu soprannominato vuoi piscinin, vuoi kaiser franz, per comporre la parola FEDE. Indimenticabile capitano, ne hai avuta davvero tanta, di fede, nella tua vita dolceamara!

Non compete a noi sostituirci a quell’arbitro, che ha suonato il triplice fischio al tuo pellegrinaggio terreno. La tua virile compostezza non aveva nulla di roboante; hai dimostrato come una carriera si costruisca giorno dopo giorno, con un duro e silenzioso lavoro. Possa il mondo del calcio ricordare per sempre quello che ci hai donato, al fine di tornare, anche in Italia, a dare credibilità al gioco più bello del mondo. A Dio, campione silente ed efficace. Abbiamo una consegna, quella di tramandare il suo esempio ai più giovani, affinché assimilino i valori del sacrificio di sé e dell’impegno, generoso e determinato ad un tempo, da impiegare per raggiungere obiettivi di alto profilo.

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dall’autore a beneficio dei lettori. L’umanità e la serietà di Franco Baresi parlano da sole, in una foto come questa. Di proposito, omettiamo tanto la data e il luogo, quanto i nomi dei bambini di quegli anni, oggi divenuti adulti, con responsabilità e ruoli ben precisi. Sei stato un vero Capitano: non ci mancherai, perché ti ricorderemo sempre, caro Franco Baresi!)

Autodafé immaginato, puntata n° 43 di martedì 4 agosto 2026