Addio a Franco Baresi, leggenda del Milan e simbolo del calcio italiano: aveva 66 anni

di Giuliano Spina

Il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. È morto Franco Baresi, storica bandiera del Milan, capitano rossonero e protagonista di un’epoca irripetibile del calcio mondiale. Aveva 66 anni.

La notizia è stata confermata dal Milan con un messaggio carico di commozione: «La storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre, parte integrante del DNA del Club». Un tributo che sintetizza il legame indissolubile tra il difensore bresciano e la società nella quale ha trascorso l’intera carriera.

Una vita in rossonero

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l’8 maggio 1960, Franco Baresi entrò giovanissimo nel settore giovanile del Milan dopo essere stato scartato dall’Inter. Il debutto in Serie A arrivò nel 1978, quando non aveva ancora compiuto diciotto anni.

Da quel momento non avrebbe più lasciato il Milan.

La sua storia è diventata quella di una bandiera autentica, capace di attraversare ogni fase della vita del club: dagli anni difficili, culminati con le due retrocessioni in Serie B, fino alla rinascita che avrebbe portato il Milan ai vertici del calcio europeo.

Proprio la scelta di restare nei momenti più complicati contribuì a renderlo il capitano per eccellenza del popolo rossonero.

Il leader della difesa più forte d’Europa

Con l’arrivo di Arrigo Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi divenne il punto di riferimento di una delle difese più forti della storia del calcio.

Libero moderno, dotato di straordinaria capacità tattica, anticipo e lettura del gioco, era famoso anche per il celebre gesto del braccio alzato con cui comandava la linea difensiva e orchestrava il fuorigioco.

La sua classe fu riconosciuta anche dagli avversari più illustri. Diego Armando Maradona lo definì il difensore più forte contro cui avesse mai giocato, sottolineando come fosse capace di sottrarre il pallone «senza nemmeno toccarti».

Con il Milan collezionò 719 presenze ufficiali, conquistando un palmarès straordinario:

  • sei campionati di Serie A;
  • tre Coppe dei Campioni;
  • due Coppe Intercontinentali;
  • quattro Supercoppe italiane;
  • numerosi altri trofei nazionali e internazionali.

Al termine della carriera, nel 1997, il Milan decise di ritirare la sua storica maglia numero 6, un privilegio riservato ai calciatori entrati definitivamente nella leggenda del club.

Il percorso con la Nazionale

Anche la maglia azzurra occupa un posto importante nella carriera di Franco Baresi.

Convocato da Enzo Bearzot, fece parte della spedizione che conquistò il Mondiale del 1982, pur senza scendere in campo. Negli anni successivi divenne titolare fisso e capitano della Nazionale italiana.

Tra i momenti più significativi resta la finale dei Mondiali di Stati Uniti 1994. Dopo un intervento al menisco durante il torneo, riuscì a recuperare in tempi record e tornò in campo proprio nella finale contro il Brasile.

Fu lui a calciare il primo rigore della serie, che terminò alto sopra la traversa. Un’immagine rimasta nella memoria collettiva insieme alle lacrime che seguirono quella sconfitta.

Chiuse l’esperienza in Nazionale con 81 presenze e un gol.

Gli ultimi anni

Terminata l’attività agonistica, Baresi è rimasto profondamente legato al Milan, ricoprendo diversi incarichi tra settore giovanile, rappresentanza istituzionale e ruolo di vicepresidente onorario.

Negli ultimi anni aveva affrontato un delicato percorso sanitario. Nell’estate del 2025 il club aveva reso noto che, in seguito ad alcuni controlli, gli era stato diagnosticato un nodulo polmonare, successivamente rimosso con un intervento chirurgico eseguito con tecnica mini-invasiva. Dopo l’operazione aveva intrapreso un percorso terapeutico, continuando comunque a mantenere un forte legame con il mondo rossonero.

La sua ultima apparizione pubblica di rilievo risale alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, quando portò la fiaccola olimpica insieme all’ex capitano dell’Inter Giuseppe Bergomi, simbolicamente riuniti nel nome del calcio italiano.

L’eredità di un simbolo

Con la scomparsa di Franco Baresi se ne va uno degli ultimi grandi interpreti del calcio delle bandiere.

La sua figura resterà legata non soltanto ai trofei conquistati, ma anche ai valori che ha incarnato: fedeltà, eleganza, senso di appartenenza e rispetto per la maglia.

Per milioni di tifosi, il numero 6 del Milan continuerà a identificare un solo nome: Franco Baresi.

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