Etna torna in attività: la Voragine erutta cenere, monitoraggio dell’INGV

di Giuliano Spina

Il vulcano siciliano registra una nuova fase stromboliana. Emissioni di cenere verso Nord-Ovest, ma nessuna conseguenza per l’aeroporto di Catania

L’Etna torna a farsi sentire. Una nuova fase di attività stromboliana è in corso al cratere Voragine, con emissioni di cenere vulcanica che si disperdono in direzione Nord-Ovest.

A rilevarlo è l’Osservatorio Etneo dell’INGV di Catania, che monitora costantemente l’evoluzione del vulcano attraverso i propri sistemi di sorveglianza.

Secondo gli esperti, l’ampiezza media del tremore vulcanico, il parametro che indica l’energia dei fenomeni interni all’edificio vulcanico, ha raggiunto valori elevati a partire dalle 3.30 della scorsa notte.

Le sorgenti del tremore risultano localizzate nell’area compresa tra i crateri Voragine e Bocca Nuova, a circa 3.000 metri di quota, nella zona sommitale dell’Etna.

Cenere sui comuni del versante occidentale

Al momento l’attività eruttiva riguarda esclusivamente emissioni di cenere, senza fontane di lava o colate in corso. La nube vulcanica viene spinta dai venti verso Nord-Ovest, con ricadute che interessano soprattutto i comuni del versante occidentale del vulcano.

Tra le aree coinvolte ci sono i territori compresi tra Ragalna e Bronte, dove la cenere potrebbe depositarsi sulle strade e creare disagi alla circolazione.

L’INGV invita comunque a seguire gli aggiornamenti ufficiali e le indicazioni delle autorità locali, mentre prosegue il monitoraggio della situazione.

Nessun impatto sull’aeroporto di Catania

La nuova fase eruttiva dell’Etna, al momento, non sta influenzando l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.

Il vulcano resta sotto osservazione costante: l’Etna, con la sua attività continua e imprevedibile, conferma ancora una volta la sua natura di gigante vivo nel cuore della Sicilia.

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