La Sicilia tra storia, mito e leggende
La Sicilia è una terra dove storia, mito e leggenda si intrecciano da millenni. Dai castelli infestati ai tesori nascosti, dalle apparizioni misteriose ai racconti tramandati di generazione in generazione, l’Isola custodisce un patrimonio di storie che continua ancora oggi ad affascinare residenti e viaggiatori. Molti di questi racconti affondano le radici nella cultura greca, araba e normanna, contribuendo a creare quell’alone di mistero che rende la Sicilia un luogo unico anche dal punto di vista del folklore.
Perché Empedocle si gettò nell’Etna secondo la tradizione
Tra le leggende più celebri spicca quella legata a Empedocle, il filosofo di Agrigento vissuto nel V secolo a.C., protagonista di uno dei racconti più suggestivi dell’antichità. Secondo la tradizione, per convincere tutti della propria natura divina avrebbe deciso di gettarsi nel cratere dell’Etna, certo che il vulcano avrebbe cancellato ogni traccia della sua esistenza.
Il sandalo restituito dal vulcano
Ma la montagna, simbolo della forza della natura e da sempre avvolta da un’aura quasi sacra, avrebbe “rifiutato” il suo corpo, restituendo all’esterno uno dei suoi sandali di bronzo. Un dettaglio che, secondo il mito, svelò definitivamente la sua natura umana e mortale, trasformando quella che doveva essere un’apoteosi in una delle leggende più affascinanti legate al vulcano più alto d’Europa.
Marinella Fiume: il significato della leggenda
La scrittrice Marinella Fiume, autrice dei libri Una bambina di nome Etna e Sicilia Esoterica, mostra da dove trae origine questa leggenda: «La leggenda trae origine dal fatto che Empedocle, filosofo siceliota di Agrigento, mago, profeta, taumaturgo, poeta e scrittore, fu sempre tormentato dall’idea di conoscere il fuoco del vulcano, uno dei quattro elementi primigeni con l’acqua, l’aria e la terra».
Quello che però fa riflettere su questa leggenda è il fatto che il vulcano gli abbia restituito i suoi sandali e che poi lì abbia trovato la sua morte. Riguardo a questo «si formarono molte leggende. I suoi seguaci dissero che era stato elevato al cielo, i suoi avversari che si precipitò nel cratere dell’Etna per aver creduto un Dio. Si disse che egli, volendo confermare quest’opinione di sé, si incamminò verso l’Etna e, giunto al cratere, vi si gettò e scomparve, desiderando far credere di essere stato assunto tra gli Dei, ma il vulcano, come riferiscono Diogene Laerzio ed Eraclide Pontico, sputò uno dei suoi sandali bronzei. In realtà con questo suo gesto Empedocle dimostra la sua sete di conoscenza e insieme la consapevolezza che i poteri conoscitivi dell’uomo sono limitati e, piuttosto che dimostrare la sua divinità, il gesto supremo ne conferma il limite».
L’Etna, luogo di mistero e simbolo della Sicilia
Gli studi riguardanti Empedocle e questa leggenda vanno avanti, anche perché «ai posteri apparve molto moderno, un eroe romantico. Il rifugio detto Torre del Filosofo, secondo la tradizione, sorgeva proprio nel luogo dove Empedocle si gettò nel fuoco del cratere. L’Etna è il regno del mito, del mistero e della magia , un vero e proprio catasto magico, come scrivo nel mio libro Sicilia esoterica».