Le nozze di Dua Lipa e Callum Turner tra Palermo e Bagheria
Pochi giorni sono ancora passati dalle nozze tra Dua Lipa e Callum Turner, tra Palermo e Bagheria a Villa Valguarnera a tutti gli effetti in pompa magna.
I disagi per i residenti e le polemiche
Un evento che ha promosso sicuramente la nostra Isola a livello mondiale, con tantissime persone presenti, ma che ha al contempo suscitato non poche polemiche. A portare a queste ultime è stato l’articolo del giornale The Telegraph al quale ha risposto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ma anche la chiusura dei luoghi che venivano frequentati da entrambi nelle due città.
L’indotto economico generato dall’evento
L’assessore allo Spettacolo del Comune di Bagheria, Antonella Elisa Insinga, sottolinea come la città di Bagheria si sia mostrata molto accogliente con i diretti interessati.
«Ieri abbiamo ricevuto una comunicazione dall’organizzazione – spiega la Insinga – riguardante il fatto che si sono trovati bene con gli uffici nella gestione di tutto. Non abbiamo avuto particolari problemi, le forze dell’ordine e la Polizia Locale hanno collaborato per cercare di far riuscire nel modo migliore l’evento. Ognuno ha un proprio modo di vedere le cose, ma qualcuno ha espresso disappunto per non aver potuto parcheggiare davanti casa in quei tre giorni perché è stata interdetta quella zona intorno alla villa, date anche le molte abitazioni presenti. I disagi sono stati inevitabili, ma io penso che in ogni caso l’evento meritava la nostra accoglienza. Ha rappresentato un modo per far conoscere Bagheria, che è stata nominata ovunque».
Bagheria sotto i riflettori della stampa internazionale
Anche i media nazionali e internazionali si sono mossi: «The Times ha chiesto interviste al sindaco, abbiamo avuto la Rai con La Vita in Diretta, interviste da Mediaset, insomma è stato un modo per far conoscere la nostra città per le bellezze del nostro territorio. C’è stato un indotto attorno importante perché un ristorante vicino alla Villa Valguarnera ha lavorato molto perché le persone dell’organizzazione andavano a mangiare. Hanno lavorato tante persone del posto, tanti bed and breakfast sono stati pieni, così come le strutture alberghiere. Al Comune di Bagheria è andata la quota del suolo pubblico e il nostro bilancio è assolutamente positivo».
La risposta alle critiche del Telegraph
Riguardo all’articolo del The Telegraph c’è anche un equivoco da chiarire: «Noi abbiamo detto che non si è andati oltre nel contenuto dell’articolo, che parlava anche di una Bagheria che si riscatta. Noi non abbiamo dato tantissimo peso a questa perché se questa gente viene qui a sposarsi e se c’è la possibilità di fare vedere le nostre bellezza si può notare come Bagheria sia una città che si è riscattata, in cui ci sono cittadini onesti che lavorano e nella quale noi in sette anni di amministrazione abbiamo cercato di dare un impulso diverso sul turismo e sulla cultura potenziando le nostre ville e tutto il nostro territorio».
Bagheria punta su turismo, cultura e valorizzazione del territorio
Ci vogliono i fatti veri e propri per zittire una volta per tutte i luoghi comuni: «Ad Aspra per esempio girano un film, esempio di come stiamo cercando di far conoscere la nostra terra per le cose belle che abbiamo con i fatti. L’affermazione nell’articolo era pesante, ma al contempo si parlava di una Bagheria che si riscatta malgrado la mafia non sia sparita, ma abbia semplicemente cambiato pelle. Noi stiamo portando avanti tante azioni per la lotta alla mafia, che seppur in modo silenzioso c’è. Ma meglio di essere stati scelti per un eventi bello non credo ci sia qualcosa. La migliore risposta al contenuto manifesto dell’articolo del The Telegraph si dà con i fatti».