Catania Book Festival 2026: 13mila presenze e crescita internazionale per la sesta edizione

di Giuliano Spina

Oltre 13mila presenze in tre giorni, ospiti internazionali e un programma capace di intrecciare letteratura, memoria, diritti civili e nuove narrazioni. La sesta edizione del Catania Book Festival, andata in scena dal 24 al 26 aprile al Palazzo della Cultura, segna un punto di svolta per la manifestazione, ormai consolidata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del Sud Italia.

Un festival ormai maturo

«Questa edizione rappresenta una svolta – ha dichiarato Simone Dei Pieri. Il Catania Book Festival non è più soltanto una scommessa, ma una realtà consolidata».

I numeri parlano chiaro: un pubblico trasversale, attento e fidelizzato ha riempito gli spazi della rassegna, confermando la crescita costante di un evento capace di intercettare interessi diversi e generazioni differenti.

Letteratura e memoria: gli incontri più attesi

La prima giornata ha messo al centro il dialogo tra memoria e nuove generazioni. Tra gli ospiti più seguiti lo scrittore irlandese Colin Walsh, autore di Kala, che ha affrontato temi come adolescenza, perdita e identità.

Applausi anche per Maria Attanasio con La Rosa Inversa e per Claudio Fava, che ha riportato l’attenzione sul valore attuale della memoria con Non ti fidare.

Il 25 aprile tra memoria e impegno civile

La seconda giornata, coincisa con la Festa della Liberazione, ha rafforzato la dimensione civile del festival. Grande partecipazione per Pietro Grasso, che ha presentato U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, ripercorrendo una pagina fondamentale della storia italiana.

Spazio anche all’apertura internazionale con Serra Yılmaz, protagonista con il suo memoir Cara Istanbul, dedicato alla memoria personale e alle trasformazioni urbane.

Un laboratorio culturale tra generi e linguaggi

Il programma ha attraversato generi e linguaggi diversi: dalla narrativa contemporanea con autrici come Barbara Bellomo, Alice Oliveri, Anna Mallamo e Francesca Maccani, fino alle proposte più seguite dai giovani, come quelle di Emanuele Malloru, Cesyro e Riccardo Azzali.

Grande partecipazione anche per Danilo Bertazzi, storico volto de La Melevisione, accolto con entusiasmo dal pubblico.

Diritti, inclusione e partecipazione

Uno degli elementi distintivi della manifestazione è stato l’ampio spazio dedicato ai diritti civili e alla partecipazione. Gli incontri con Marco Cappato e le attività di realtà come Associazione Luca Coscioni, Amnesty International e Arcigay hanno trasformato il festival in un luogo di confronto attivo.

Importante anche il progetto Libriccino, iniziativa educativa sviluppata nel quartiere Librino, che ha portato lettura e laboratori nei contesti periferici della città.

Arte e fotografia: le mostre

A completare il programma, diverse esposizioni di forte impatto visivo e sociale: dalla mostra Resistenza, Responsabilità e Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Catania, a Sotto il cielo di Gaza del fotografo Omar El Qatta, fino a NoWay! di Fabrizio Spucches, dedicate a temi come guerra, memoria e migrazioni.

Uno sguardo al futuro

«Catania ha dimostrato di poter essere una capitale culturale del dialogo e delle idee – ha concluso Dei Pieri –. La sfida adesso è continuare a crescere senza perdere identità».

Il bilancio della sesta edizione conferma quindi il Catania Book Festival come un vero laboratorio culturale, capace di coniugare intrattenimento, riflessione e partecipazione, con uno sguardo sempre più aperto al panorama internazionale.