La scorsa domenica 15 marzo 2026 ha avuto luogo la Giornata Nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, nel corso della quale sono state organizzate diverse iniziative. Questa giornata però ha rappresentato come ogni anno anche l’occasione per riflettere su determinati luoghi comuni riguardanti l’alimentazione e soprattutto il cosiddetto mettersi in forma.
Cosa sono i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
La biologa nutrizionista Manila Cacopardo pone l’attenzione su questo argomento che è molto complesso e che è composto da diverse patologie.
«Le patologie hanno un’eziologia multifattoriale – spiega la Cacopardo – e lo sviluppo di queste patologie dipende da diversi fattori. Questi ultimi possono essere suddivisi in biologici e in psicologici. Tra i primi abbiamo la predisposizione genetica, mentre tra i secondi lo sviluppo della personalità o fattori sociali, ambientali e socioambientali. I disturbi del comportamento alimentari sono causa anche di mortalità, soprattutto tra i giovani. Si tratta di disturbi alimentari più diffusi nel sesso femminile e vengono spiegati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. I principali disturbi sono l’anoressia, la bulimia e il disturbo d’alimentazione incontrollata».
Anoressia, bulimia e binge eating: le differenze
In cosa consistono questi disturbi? «L’anoressia è un’estrema restrizione alimentare che causa sottopeso e spesso anche amenorrea. Quando il nostro corpo è poco nutrito si arriva a queste condizioni. La bulimia è una patologia che presenta delle abbuffate incontrollate che poi sfociano in comportamenti compensatori. Basti pensare al vomito autoindotto. L’altro disturbo molto diffuso è quello di alimentazione incontrollata, che presenta abbuffate che avvengono almeno due volte a settimana e senza comportamenti compensatori. Spesso si tratta di soggetti che sono in sovrappeso».
Le cause: fattori biologici, psicologici e sociali
Ma oltre a questi c’è la categoria DCA, ovvero «disturbi che sono un po’ meno diffusi e per questo motivo meno specificati. La soluzione per guarire da questi disturbi è il sostegno dei professionisti sanitari, del biologo nutrizionista e dello psicologo. Quest’ultima figura aiuta a indagare sulle cause e a risolvere un po’ la condizione psicologica, mentre per quanto riguarda il biologo nutrizionista questi pazienti hanno molto spesso una grande confusione per quanto riguarda l’educazione alimentare e credono che il cibo sia un loro nemico. La cosa che io consiglio ancora prima della dieta personalizzata professionista e paziente devono trovare un accordo per raggiungere dei compromessi che portano a un’alimentazione sana. Assieme a tutto questo ci vuole un percorso di educazione alimentare, attraverso delle sedute in cui il professionista spiega come cambiare l’alimentazione».
Le cause: fattori biologici, psicologici e sociali
La figura del medico è indispensabile «anche per via del rischio mortalità di questi disturbi soprattutto nei più giovani. Durante la Giornata del Fiocchetto Lilla è stato ricordato come questi disturbi stiano aumentando spesso per fattori familiari, come rigidità, iperprotezione o evitamento del conflitto. Ma a prendere sempre più piede è quello che viene veicolato dai mass media, che tendono a vedere chiunque sia grasso come un qualcosa di cui vergognarsi. Di solito si va a divulgare un’idea di bellezza che porta verso manie di perfezione. Si deve quindi migliorare il rapporto con il cibo e si devono combattere gli estremismi per non agire in modo rigido».