Villa infestata di Mascalucia: cosa c’è dietro alle leggende?

di Giuliano Spina

La villa infestata di Mascalucia è, come abbiamo già detto, uno dei luoghi più particolari e carichi di storia della nostra Isola. Un tempo proprietà di un barone adesso versa in totale abbandono, ma la leggenda dice ben altro.

Villa Eucalypto, la storia della dimora liberty

Si è sempre creduto infatti che al suo interno vi siano dei fantasmi e che da quando il proprietario decise di farla finita chiunque vi abbia abitato sia perseguitato da un maledizione. Ma adesso a raccontare alcune cose che in pochi sanno è Nicola Condorelli Caff, un avvocato che conosce molto bene la zona in cui la villa sorge.

«Possiamo dire che ci troviamo – spiega Condorelli Caff – in un caso di noir tutto siciliano, che ha anche fondamenti di goliardia, verità e anche la realtà è alla portata di chi ci vuole credere. Vuol dire che effettivamente ci sono tante voci su questa villa, che però è una villa liberty bellissima, situata nel centro di Mascalucia che prende il suo nome originario da Villa Eucalypto, in quanto nel giardino vi erano due eucalipti giganteschi. Anche nelle cartoline datate si vede la villa con questo albero di eucalipto che per essere abbracciato aveva bisogno di più di due persone. Le notizie che ho ricevuto oralmente le ho ricevute dalla nipote della guardiania, in quanto c’erano due soggetti mascalucioti molto noti che la presidiavano».

Da leggenda romantica a storia di fantasmi

Proprio la nipote, che oggi ha più di 90 anni, «mi raccontava che la leggenda nasce dal fatto che il proprietario della villa soleva passare del tempo sia con la moglie che con un’amante. Quest’ultima raggiungeva il giardino curato con fiori e piante siciliane sotto un lenzuolo. Quindi la moglie diceva che c’era il fantasma e allora il marito usciva di casa dicendo che ci avrebbe pensato lui al fantasma andando poi ad appartarsi fuori con l’amante. Ma nel corso degli anni tante parole si sono succedute e a mio parere non c’è alcun fantasma, ma la notizia originale era questa ed era un escamotage dato per avere un’amante e nasconderla dalla vista della moglie».

Gioco d’azzardo e superstizione: il venerdì santo

La casa poi però fu venduta e «i nuovi proprietari in seguito a un fallimento la vendettero ulteriormente a un altro proprietario, che è un medico che opera nel Catanese. Il racconto più accreditato è quello relativo al fatto che in questa villa si soleva giocare d’azzardo e che durante il venerdì santo, con la processione del Cristo morto, di San Giovanni e della Madonna Addolorata per le chiese del paese fino al confine con Gravina, scendendo da via Etnea all’interno di una stanza della villa si continuò a giocare d’azzardo noncuranti della sacralità del momento. Mancando di rispetto si dice che furono puniti perché abbandonarono la fede. C’è anche chi dice che passando da quella casa sente un’oscura presenza e una pesantezza».

Abbandono, vandalismo e incendio

La bellezza della villa è sotto gli occhi di tuti, ma i recenti fatti mostrano il suo stato di abbandono: «Io che ho girato la casa anche con il guardiano dico che la trovo come una delle case più belle, con pavimenti in marmo. I nuovi proprietari avevano iniziato i lavori di ristrutturazione, ma purtroppo dovettero abbandonarli per problemi con la ditta. Da lì ci furono atti di vandalismo e condizioni di trascuratezza e il suo essere nota come Casa dei Fantasmi ha attirato la curiosità e alcuni ragazzi, facendo una prova di coraggio, l’hanno incendiata danneggiando i sottotetti in legno e in un’estate si bruciarono i tetti. Si tratta di un bene storico che dovrebbe essere valorizzato dal Comune per farvi un parco, quando invece vi è un cumulo di immondizia. I proprietari hanno chiuso i cancelli invano e al momento non ci sono purtroppo notizie riguardo a progetti di recupero. Oltre ai pavimenti in marmo, c’era una scalinata in pietra bianca che portava al piano nobile, ci sono i sotterranei e nella parte retrostante c’è una torretta dalla quale fu dato purtroppo fuoco ai sottotetti. Io lancio la richiesta al Comune di interessarsi dell’acquisto».