Duecentocinquant’anni dalla fondazione degli Stati Uniti d’America? Chiedi alla polvere e al frate domenicano Raymond Léopold Bruckberger. La necessità di ricordare a tutti, senza prosopopea, che siamo tutti, volenti o nolenti, statunitensi per indirizzo di vita piuttosto che per nascita

di Marco Leonardi

F come Federazione. A tutti piace vivere in ragionevole autonomia da un potere, magari lontano da te, che aspira solo a schiacciarti sotto il suo tallone di ferro. R come Restaurazione. Con buona pace dei Giacobini, in America è nato uno Stato Federale di forte impronta cristiana, nella quale «i doni di Dio sono sacri, inviolabili, accordati per sempre», come ricorda l’erudito domenicano Bruckberger. E come Empatia. Quando impareranno a rispettare i popoli che li hanno messi su scranni ben pagati, i “cari” esponenti della UE? E come esenzioni.

Se uno paga le tasse al proprio paese, perché cazzo dovrebbe mai corrispondere anche i famigerati “oneri di sistema”, espressione che ricorre nelle bollette? D come Destino. Conoscete forse una comunità di destino, dalla durata maggiore di quella degli U.S.A., nella storia dell’ultimo secolo? O come Obbedienza. Dio Onnipotente ha creato gli Stati Uniti d’America? Se fate i renitenti rispetto ai doveri verso la Nazione, ci rivolgeremo a Clint Eastwood! M come Missione. Torcetevi le budella oppure andatevi a rileggere le avventure di Zio Paperone. Siete ancora a triturarci i balì con la storia che lo spirito missionario non si debba mai conciliare con l’interesse economico?

Abbiamo composto la parola Freedom. Da quando siamo nati, diciamoci la verità, abbiamo mai smesso di collegare la Libertà agli Stati Uniti d’America, unica potenza mondiale che ha sempre posto, talora solo a parole, il Valore Supremo della Libertà, quella con la maiuscola, su ogni altro aspetto del vivere civile, dello stare in società, della costruzione di quel sogno americano, del quale tutti, ma proprio tutti, sostengono, nei fatti più che nelle parole?

Dal sangue della Guerra di Secessione, combattuta tra il 1861 e il 1865, fino all’orrore delle Torri Gemelle, evento dell’undici settembre 2001 rimasto impresso a fuoco nella memoria di tutti, fino alle elezioni presidenziali del 2024, vinte da Donald Trump, gli U.S.A. sono con noi ogni giorno della nostra esistenza. Di recente, i capoccia a stelle e strisce ci hanno ampiamente fatto girare le balle, non lo neghiamo. Tuttavia, tra i giganti in lotta per il dominio planetario, non c’è partita. Trasferitevi pure in Cina, se vi fa piacere, volate pure in direzione del Pakistan, nessuno ve lo impedirà! Noi continueremo ad ascoltare la musica di Bruce Springsteen e a guardare i film di Spiderman! Siamo arrivati a quota 250: God bless America!

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal prof. Marco Leonardi a beneficio dei lettori. Chi ha mai asserito che la “topica” lettura sotto l’ombrellone debba essere necessariamente banale e disimpegnata, per suscitare un gradevole rilassamento? Leggete questo libro: Raymond Léopold Bruckberger, La Repubblica Americana. Ed. a cura di Ferdinando Raffaele con un saggio introduttivo di Dario Caroniti, D’Ettoris Editori, Cosenza 2021, pp. 150, Euro 16,90. In occasione del 250° anniversario dalla fondazione degli Stati Uniti d’America, stupite voi stessi e i vostri amici o vicini di battigia, con una lettura tanto interessante (e rilassante) quanto seriamente documentata ed alternativa alla melassa uniformante, in vigore nei giorni della “celebrazione”. Per farla breve: accattatavillu!!!)

Autodafé immaginato, puntata n° 31 di Domenica 5 Luglio 2026

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