Si è conclusa a Taormina la sedicesima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, manifestazione ideata e diretta da Antonella Ferrara che anche quest’anno ha trasformato la città siciliana in uno dei principali crocevia internazionali del dibattito culturale.
Per cinque giorni, oltre 200 ospiti provenienti da circa 30 Paesi hanno animato incontri, conferenze, spettacoli e dialoghi multidisciplinari dedicati al tema della “Fiducia”, parola chiave dell’edizione 2026. Letteratura, cinema, musica, danza, arti visive, geopolitica, economia e scienza si sono intrecciate in un programma che ha coinvolto scrittori, Premi Nobel, artisti, filosofi, economisti, politici e intellettuali di fama mondiale.
L’organizzazione ha già annunciato le date della prossima edizione: Taobuk tornerà dal 17 al 21 giugno 2027.
«Fiducia»: il filo conduttore dell’edizione 2026
In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni geopolitiche, crisi economiche e profonde trasformazioni tecnologiche, Taobuk ha scelto di porre al centro del confronto una delle parole più delicate e decisive del nostro tempo.
La fiducia è stata raccontata come fondamento delle relazioni umane, strumento di convivenza civile e condizione necessaria per immaginare il futuro. Un concetto declinato nei rapporti tra cittadini e istituzioni, tra conoscenza e verità, tra innovazione e responsabilità, tra memoria e costruzione del domani.
«La fiducia non è un sentimento ingenuo o una certezza acquisita, ma una scelta consapevole e un esercizio di responsabilità verso gli altri e verso il futuro», ha sottolineato Antonella Ferrara nel bilancio conclusivo della manifestazione.
I protagonisti internazionali del festival
Tra gli ospiti più attesi figuravano alcuni dei nomi più prestigiosi del panorama culturale mondiale.
A Taormina sono intervenuti il Premio Nobel per la Letteratura Abdulrazak Gurnah, lo scrittore giapponese Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe, Donato Carrisi, il filosofo francese Bernard-Henri Lévy, l’artista Anish Kapoor, il cardinale Gianfranco Ravasi, il Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo, l’attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi, oltre a numerosi protagonisti della cultura, dell’informazione e delle istituzioni.
Presenze importanti anche dal mondo politico e accademico, con interventi di Paolo Gentiloni, Matteo Piantedosi, Paolo Zangrillo, Manuel Valls, Luciano Fontana, Federico Fubini, Vito Mancuso, Gherardo Colombo e del presidente del Coni Giovanni Malagò.
I Taobuk Awards 2026
Momento centrale della manifestazione è stata la consegna dei Taobuk Awards 2026, assegnati a personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti culturali e artistici.
Tra i premiati figurano Abdulrazak Gurnah, Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe, Donato Carrisi, Anish Kapoor, Gianfranco Ravasi, Vitali Alekseenok, Esther Duflo, Valeria Bruni Tedeschi e Bernard-Henri Lévy.
Riconoscimenti anche per il saggista Alfio Bonaccorso, il sassofonista Stefano Di Battista, la cantante Nicky Nicolai, il coreografo Roberto Zappalà, l’attrice Ester Pantano e l’artista Valerio Adami, autore del manifesto ufficiale del festival.
Il Premio Sicilia è stato invece assegnato agli scrittori Felicia Kingsley ed Eduardo Mendoza.
Bernard-Henri Lévy: «Oggi la moneta più svalutata è la fiducia»
Tra gli interventi che hanno maggiormente colpito il pubblico c’è stato quello del filosofo e giornalista francese Bernard-Henri Lévy.
Secondo Lévy, il concetto di fiducia rappresenta oggi una delle questioni più urgenti del panorama internazionale.
«La parola di molti leader ha perso valore e con essa si è svalutata la fiducia stessa. Oggi la moneta più svalutata al mondo è proprio la fiducia. Per questo il tema scelto da Taobuk è così importante. L’alternativa del nostro tempo è semplice: fiducia o barbarie», ha affermato.
Le riflessioni di Gurnah, Maraini e Coe
Molti ospiti hanno contribuito a sviluppare il tema dell’edizione attraverso riflessioni personali e culturali.
Per Jonathan Coe la crisi più evidente riguarda il rapporto tra cittadini e politica: «La rottura del patto di fiducia tra popolazione e classe dirigente è uno dei fenomeni più dannosi del nostro tempo».
Dacia Maraini ha invece sottolineato il valore della fiducia come strumento per costruire il futuro: «Dobbiamo avere fiducia nella democrazia, nello scambio, nella pace. Senza fiducia non esiste possibilità di crescita».
Abdulrazak Gurnah ha espresso ottimismo nei confronti delle nuove generazioni, considerate capaci di affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e apertura rispetto al passato.
Il Premio Strega Saggistica e le novità internazionali
Durante Taobuk sono stati annunciati anche i cinque finalisti del Premio Strega Saggistica, iniziativa realizzata con la Fondazione Bellonci e Strega Alberti Benevento.
Tra le opere selezionate figurano libri firmati da Giuseppe Antonelli, Miguel Gotor, Tonia Mastrobuoni, Beatrice Mautino e Alessandro Vanoli.
Importante anche il rafforzamento della dimensione internazionale del festival. Grazie alla presenza della poetessa emiratina Shamma Al Bastaki, è stata ufficializzata una partnership tra Taobuk e l’Emirates Airline Festival of Literature di Dubai.
L’accordo coincide inoltre con l’ingresso di Taobuk nella Global Association of Literary Festivals (GAoLF), rete internazionale che riunisce alcune delle più importanti manifestazioni letterarie del mondo.
Cultura e futuro al centro della Sicilia
Il successo della sedicesima edizione conferma il ruolo di Taobuk come uno degli eventi culturali più prestigiosi del Mediterraneo e dell’intero panorama europeo.
Per cinque giorni Taormina è stata laboratorio di idee, luogo di confronto internazionale e spazio di dialogo tra discipline diverse, dimostrando come la cultura possa ancora rappresentare uno strumento fondamentale per interpretare il presente e immaginare il futuro.