Sterilizzazione di cani e gatti: cosa cambia con le nuove linee guida
La sterilizzazione di cani e gatti è un tema che in maniera costante fa discutere gli esperti prima di tutto riguardo al suo compimento o meno. Questi problemi sorgono prima di tutto quando l’appartamento in cui l’animale va a vivere assieme ai suoi padroni.
La valutazione caso per caso del singolo animale
Il veterinario appassionato di divulgazione Mirko Ivaldi spiega quali sono le ultime linee guida riguardanti la sterilizzazione sottolineando come esse rappresentino lo stato dell’arte per quello che riguarda la medicina veterinaria.
«Sono uscite le nuove linee guida su come ci si deve comportare – afferma Ivaldi –. Fino al 2024 si consigliava di sterilizzare l’animale se non c’era il desiderio di tenere l’animale come riproduttore. Si andava ad abbassare di parecchio il rischio di potenziale neoplasie legate al discorso ormonale. Su questo ero personalmente d’accordo perché quello che io tolgo non viene sviluppato come tumore. Dalle ultimissime ricerche si è però scoperto che alcune razze di cani o di gatti hanno un rischio elevato di contrarre tumori ossei se sterilizzati».
Il ruolo della ricerca nella medicina veterinaria moderna
In questo caso si toglie all’animale un impianto ormonale che ne cambia il metabolismo e «de facto è un mutamento notevole dell’animale. Attualmente le linee guida non prevedono una sterilizzazione a seconda dell’età e indipendentemente dall’animale, ma l’attenzione si focalizza sul singolo individuo, cioè il veterinario ha tutte le informazioni caso per caso e valuta se sia conveniente la sterilizzazione o meno del singolo animale. Ultimamente stanno uscendo anche le ricerche di post uscita del farmaco e gli esiti sono buoni. In queste ricerche si spiega se l’attuale sterilizzazione chimica sottocutanea sia consigliata o meno. L’animale rimane intero anatomicamente, ma da un punto di vista comportamentale il rischio a livello oncologico per le patologie di carattere ormonale è parecchio ridotto. Gli impianti ormonali funzionano per entrambi i sessi, anche se possono avere effetti e non sono permanenti. Tutto questo significa che la ricerca medica va sempre avanti».