Perché la scuola deve allenare anche le emozioni

di Palmina La Rosa

Apprendere non è solo un processo cognitivo, ma umano

Per molto tempo la scuola ha fatto finta che le emozioni non esistessero.
O che, almeno, dovessero restare fuori dall’aula.

Eppure ogni docente lo sa:
uno studente non arriva in classe “neutro”.
Arriva con emozioni, vissuti, paure, aspettative, frustrazioni.

Ignorarle non le fa sparire.
Le rende solo invisibili.

Emozioni e apprendimento: un legame indissolubile

Le neuroscienze e l’esperienza educativa concordano su un punto:
non si impara senza coinvolgimento emotivo.

Le emozioni influenzano:

  • attenzione
  • memoria
  • motivazione
  • capacità di affrontare la difficoltà

Uno studente in ansia fatica a concentrarsi.
Uno studente che si sente svalutato si chiude.
Uno studente che ha fiducia in sé osa, sperimenta, impara.

Allenare le emozioni non è “fare psicologia”.
È creare le condizioni per l’apprendimento.

Cosa succede quando le emozioni non vengono riconosciute

Quando la scuola non si occupa delle emozioni:

  • l’errore diventa minaccia
  • la valutazione diventa giudizio
  • la difficoltà diventa etichetta

Molti comportamenti problematici non sono mancanza di impegno,
ma segnali emotivi non ascoltati:

  • rabbia
  • paura
  • frustrazione
  • senso di inadeguatezza

Senza strumenti emotivi, lo studente reagisce come può.
Spesso nel modo meno funzionale.

Allenare le emozioni non significa eliminarle

Allenare le emozioni non vuol dire:

  • evitare il disagio
  • proteggere sempre
  • semplificare tutto

Significa aiutare gli studenti a:

  • riconoscere ciò che provano
  • dare un nome alle emozioni
  • comprenderne l’origine
  • scegliere come agire

L’obiettivo non è “stare sempre bene”,
ma diventare competenti nel gestire ciò che si prova.

Il ruolo della scuola: educare alla consapevolezza emotiva

La scuola è uno dei primi contesti sociali complessi che i ragazzi attraversano.
È il luogo ideale per:

  • imparare a stare in relazione
  • affrontare il conflitto
  • gestire la frustrazione
  • sviluppare resilienza

Allenare le emozioni significa:

  • creare spazi di riflessione
  • valorizzare il dialogo
  • normalizzare l’errore
  • offrire feedback che aiutano a crescere

Non servono lezioni teoriche sulle emozioni.
Servono pratiche educative coerenti.

Coaching educativo ed educazione emotiva

Il coaching educativo è uno strumento particolarmente efficace perché:

  • parte dall’esperienza dello studente
  • usa domande invece di giudizi
  • stimola riflessione e consapevolezza
  • restituisce responsabilità

Domande come:

  • “Cosa stai provando in questa situazione?”
  • “Cosa ti ha messo in difficoltà?”
  • “Cosa puoi fare ora?”

aiutano gli studenti a sviluppare alfabetizzazione emotiva,
senza etichettarli o sostituirsi a loro.

Un beneficio anche per i docenti

Allenare le emozioni non aiuta solo gli studenti.
Aiuta anche chi insegna.

Un clima emotivo più consapevole:

  • riduce il conflitto
  • migliora le relazioni
  • rende il lavoro educativo più sostenibile

Quando le emozioni trovano spazio,
la classe diventa un luogo più umano e più efficace.

In conclusione

La scuola non può occuparsi solo di ciò che gli studenti sanno.
Deve occuparsi anche di come stanno mentre imparano.

Allenare le emozioni significa:

  • migliorare l’apprendimento
  • sostenere il benessere
  • sviluppare competenze per la vita

Perché educare non è solo trasmettere contenuti,
ma accompagnare persone nella loro crescita.

Approfondimento

Questi temi sono approfonditi nel libro
Liberare il Talento – Strategie di Coaching e Sviluppo delle Soft Skills nell’Educazione
di Palmina La Rosa, disponibile sul sito ufficiale dell’autrice.


Palmina La Rosa
Coach professionista e formatrice, da oltre trent’anni affianca studenti, docenti ed educatori nel costruire competenze, consapevolezza e leadership. Certificata ICF dal 2018, ha proseguito la sua formazione con l’High Impact Leadership Course del Cambridge Institute for Sustainability Leadership e con ACT Leadership (Brown University). È orientatrice accreditata ASNOR e oggi è Direttore Operativo di AISLi, dove guida il progetto Future Skills Agency. Su L’Urlo, Palmina esplora la mente, le emozioni e le parole che plasmano il modo in cui abitiamo noi stessi.