La Salita e la Discesa della Tela quaresimale a Ragusa: una tradizione con tanta storia

di Giuliano Spina

A Ragusa con l’inizio del periodo quaresimale c’è una tradizione che si mantiene ormai da diversi secoli. Si tratta dalla Salita della Tela, in dialetto ibleo A’ ccianata da tila, una tradizione che porta i presenti a vivere la passione di Cristo e spesso associata dalla discesa, detta in dialetto A Calata.

La tela del 1842 e i fratelli Vaccaro

La guida esperienziale Gaetano Licitra mostra i particolari di questa tradizione sottolineando anche come sia presente anche in altre parti dell’Isola e come la posa di questa tela fosse diffusa anticamente in tutte le chiese.

«Nell’antichità – spiega Licitra – si metteva una tela per stabilire che iniziava la Quaresima. Questa è una tradizione che si ripete da secoli, prima con delle altre tele, che poi sono state sostituite, e poi con quella recente, che risale al 1842 e che è opera di due fratelli calatini, i fratelli Vaccaro. Rappresenta l’atto della crocifissione di Cristo assieme ai due ladroni quando viene anche punto dal soldato romano sul costato. La tela ha oltre 90 figure, la più piccola è a grandezza naturale ed è tutta dipinta con colori che vanno dal bluetto al grigio. La più piccola delle figure è a grandezza umana e le dimensioni totali parlano di oltre 140 metri quadrati. Viene messa nel giorno che precede le ceneri e serviva anticamente a spiegare alle persone un atto della chiesa, nello specifico la crocifissione di Cristo, dato che quasi tutti in quel periodo erano analfabeti. La Chiesa quindi insegnava a leggere e a scrivere con queste figure».

Il significato religioso e pedagogico dell’opera

Questa tela rimane in piedi per tutto il periodo quaresimale «e viene scesa per il giorno prima di Pasqua. Anticamente si scendeva in coincidenza della domenica, mentre adesso viene scesa il sabato per motivi logistici. A quel punto viene messo il Cristo risorto».

Tra fede popolare e divieti ecclesiastici

Questa tradizione è molto sentita dai ragusani, in quanto «si fa sia al Duomo di San Giorgio che in Cattedrale a San Giovanni. Il discorso di mettere e togliere la tela in passato era stato vietato dalla Chiesa. In altre località la tela si sgancia e si fa cadere di botto e in base a come cadeva c’erano quelli che facevano delle profezie. La Chiesa ovviamente osteggia queste cose e aveva abolito l’usanza, che è stata ripristinata se non sbaglio intorno agli anni ’80. A Ragusa è stata abolita l’usanza di farla cadere, anche per quella del Duomo ha una struttura in ferro che la sostiene».