Un lutto ha colpito lo scorso 11 aprile il mondo della letteratura italiana, ma in particolar modo quello della divulgazione in questo ambito. Si è spento infatti all’età di 85 anni a Siena, doveva viveva da diverso tempo, Romano Luperini, docente universitario di letteratura italiana, stimato critico e autore di diversi libri per i licei, tra i quali spicca La scrittura e l’interpretazione, guida per tanti studenti che poi hanno deciso di intraprendere la carriera letteraria.
Chi era Romano Luperini
Toscano doc, Luperini era nato a Lucca per poi stabilirsi tra Pontedera e Pisa, dove ha conseguito la laurea e dove ha iniziato la carriera di insegnante per poi intraprendere quella di docente universitario. Quest’ultima Luperini l’ha portata avanti tra l’università di Siena e quella di Toronto in Canada.
L’impegno politico e il Sessantotto
Importante anche la sua partecipazione molto attiva al Sessantotto, con l’arresto il 15 marzo di quell’anno a seguito di una manifestazione studentesca, e con la fondazione nell’anno successivo della Lega di Comunisti Pisani, un movimento che aveva il suo fulcro nella rivista Nuovo Impegno.
Il legame con la Sicilia e Catania
Ma Luperini ha avuto anche un legame indissolubile con la Sicilia e in particolar modo con Catania, dove ha partecipato a diversi seminari e dove nell’anno accademico 2018-19 ha insegnato Didattica della Letteratura per il corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna. Tra i suoi studi il periodo principale preso da lui in esame nel corso della sua carriera è stato quello tra Naturalismo e Avanguardia, il che lo ha portato a esaminare autori come Giovanni Verga e Luigi Pirandello.
L’eredità culturale e il ricordo degli accademici
Il professore Antonio Di Grado, decano della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania, lo ricorda con queste parole: “Se ne va uno dei migliori studiosi della letteratura italiana, anche se purtroppo ci sta lasciando un po’ tutta quella generazione, come per esempio Asor Rosa. E’ stata una generazione che ha insegnato molto a noi un po’ più giovani. Lo abbiamo visto qui a Catania nei suoi ultimi anni di vita, ma un altro che abbiamo avuto a lungo è stato Carlo Muscetta, che è stato uno dei protagonisti della critica marxista, molto attenta alla valenza politica ed etica del messaggio letterario. Luperini è stato l’ultimo in ordine di tempo di questa cordata di grandi intellettuali che faceva riferimento al marxismo. Una concezione della letteratura di tipo militante, etica e politica. Romano Luperini era un grande intenditore di didattica della letteratura, infatti quando venne qui insegnava questa disciplina, il che lo ha reso molto attento ai rapporti con la scuola. I medici gli avevano consigliato di vivere in un posto in cui potesse respirare aria di mare e Catania era il posto giusto per lui. Era contento di poter spendere gli ultimi anni di insegnamento cui, anche se era già in pensione. Le giovani generazioni sono lontane dalle sue ideologie e non so quanto possano recepire il suo messaggio in un’epoca in cui siamo in mano a despoti e criminali. Riscoprire un impegno civile in questo periodo non sarebbe male, ma bisogna capire quanto questa sensibilità sia presente nelle nuove generazioni”.