Tra santi e demoni, la magia dei pupi torna in scena ad Aci Sant’Antonio

di Denise Bentivegna

Le luci del teatro dei pupi tornano ad accendersi su una storia antica, fatta di fede, battaglie, apparizioni e suggestioni che attraversano i secoli. Giovedì 20 agosto, a Palazzo Cantarella ad Aci Sant’Antonio, la Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli porterà in scena per la prima volta “Le tentazioni di Sant’Antonio Abate”, con tre appuntamenti alle 20.30, alle 23 e all’1.

Un debutto che affonda le proprie radici nella tradizione agiografica e nel patrimonio del teatro di marionette europeo, restituendo alla scuola catanese dei pupi una vicenda dal forte carattere sacro e spettacolare.

Il copione, firmato da Alessandro e Fiorenzo Napoli, prende spunto dalla Vita di Antonio del vescovo Atanasio e dalla Legenda aurea di Jacopo da Varagine, intrecciando queste fonti con alcune suggestioni provenienti dall’opera di Gustave Flaubert.

Al centro della rappresentazione c’è Sant’Antonio Abate, l’eremita egiziano chiamato a confrontarsi con una lunga successione di tentazioni e apparizioni. Le potenze infernali diventano così protagoniste di una sfida reiterata nella quale il Santo è chiamato a resistere alle insidie del male.

La narrazione assume progressivamente i colori e il ritmo dell’Opera dei pupi, trasformando la dimensione spirituale in una battaglia scenica nella quale la tradizione religiosa incontra l’immaginario popolare.

Tra gli episodi più singolari figura la discesa agli Inferi del Santo, accompagnato dal suo inseparabile maialino. Un passaggio appartenente alla tradizione popolare che porta sulla scena anche quella componente ironica e visionaria capace di rendere il teatro dei pupi un linguaggio unico, sospeso tra sacro e profano.

La storia accompagna poi Sant’Antonio verso la morte, momento nel quale farà il suo ingresso anche Peppininu, maschera profondamente legata all’Opira catanese e presenza capace di riportare sulla scena tutta la forza della tradizione locale.

Sarà una notte nella quale la tradizione tornerà a parlare attraverso il legno, i fili e le voci dei suoi antichi protagonisti. E ancora una volta, tra santi, demoni e maschere, i pupi dei Fratelli Napoli dimostreranno come l’Opira catanese sappia attraversare il tempo senza perdere la propria forza, continuando a raccontare storie capaci di affascinare e sorprendere.

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