Il 2 settembre 1997 è una data rimasta negli annali della musica italiana. Quel giorno, infatti, Pino Daniele vinceva il Festivalbar, la celebre kermesse musicale estiva che oggi appartiene alla memoria collettiva e che, a distanza di anni, in molti continuano a rimpiangere.
A regalargli la vittoria fu “Che male c’è”, brano emblematico della fusione tra la sua anima blues, che quell’estate entrò di diritto tra i grandi tormentoni. Una canzone che ancora oggi riporta alla mente atmosfere, immagini e ricordi di un’estate che, soprattutto per chi allora era bambino o adolescente, è difficile da dimenticare.
Per il cantautore napoletano, scomparso il 5 gennaio 2015, quella vittoria ebbe però un significato ancora più speciale. La finalissima del Festivalbar si svolse infatti nella sua Napoli, nella centralissima Piazza del Plebiscito. Un trionfo giocato in casa, davanti al pubblico della città alla quale Pino Daniele era profondamente legato.
Era anche un momento particolare della sua carriera. Proprio in quegli anni l’artista aveva infatti inaugurato una nuova fase della propria immagine e del proprio percorso musicale. Dopo la celebre folta chioma ondulata degli esordi, alla fine degli anni Ottanta era arrivata anche la barba. Dal 1997, invece, Pino Daniele si presentò con capelli corti, barba e immancabili occhiali da sole: un look destinato a diventare uno dei suoi tratti distintivi.
Una vittoria contro grandi nomi della musica
Il successo al Festivalbar assume ancora più valore se si considera il cast di quell’edizione. Sul palco della manifestazione si alternarono infatti alcuni dei protagonisti assoluti della musica italiana e internazionale degli anni Novanta: Jovanotti, Articolo 31, Litfiba, Marina Rei, 883 e Spice Girls, solo per citarne alcuni.
Pino Daniele riuscì a imporsi sia nella categoria Singoli sia in quella Album, legando così il proprio nome a uno dei momenti più importanti della storia della manifestazione.
E proprio l’album premiato, “Dimmi cosa succede sulla Terra”, rappresenta un capitolo particolarmente significativo della sua discografia.
Dal blues al pop, senza perdere l’anima
Se il Pino Daniele degli anni precedenti aveva costruito gran parte della propria identità artistica attorno al blues, al soul e alla tradizione musicale napoletana, con Dimmi cosa succede sulla Terra il cantautore ampliò ulteriormente il proprio linguaggio.
Il blues rimase una componente fondamentale, ma venne affiancato da una dimensione più pop, romantica e cantautorale, fatta di ballate e melodie capaci di raggiungere un pubblico ancora più ampio.
È una trasformazione che emerge chiaramente in brani come “Amici come prima”, “Dubbi non ho” ed “E se domani pioverà”, canzoni che mostrano un Pino Daniele capace di cambiare pelle senza rinunciare alla propria identità.
La vittoria del Festivalbar del 1997 racconta dunque molto più di un semplice successo estivo. Racconta un artista che, dopo aver rivoluzionato la musica napoletana e aver contribuito a portarla oltre i confini della propria città, aveva trovato un nuovo equilibrio tra blues, pop, melodia e contaminazione.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della storia di Pino Daniele: la capacità di cambiare, sperimentare e reinventarsi, continuando però a essere riconoscibile al primo ascolto.
Il 2 settembre 1997, nella sua Napoli, quella voce e quella chitarra salirono ancora una volta sul gradino più alto del podio. E “Che male c’è” divenne, per un’intera estate, la colonna sonora di una generazione.