Picerno-Catania 2-4, gli etnei rialzano la testa in quattro minuti

di Giuliano Spina

Il Catania torna a vincere e lo fa nel modo più fragoroso possibile: 4-2 sul campo del Picerno, al termine di una partita che sembrava chiusa dopo un primo tempo dominato dagli etnei e che invece ha regalato qualche brivido di troppo nel finale.

Al «Donato Curcio», nella quinta giornata del campionato di Serie C, la squadra di Emilio Longo ritrova così i tre punti dopo la sconfitta interna contro la Scafatese e soprattutto dà una risposta alle critiche piovute sull’allenatore nelle ultime ore. La vittoria non cancella le difficoltà di questo avvio di stagione, ma restituisce ossigeno alla squadra e, almeno per il momento, alla panchina del tecnico rossazzurro.

Quattro minuti per cambiare la partita

L’inizio della gara è equilibrato, ma il Catania cresce progressivamente e trova la chiave per colpire il Picerno alla mezz’ora.

Al 31′ arriva il vantaggio: sugli sviluppi di un’azione offensiva, Filippo Ierardi si inserisce in area e batte Marcone. È la rete che rompe l’equilibrio e cambia completamente l’inerzia della partita.

Passa pochissimo e gli etnei raddoppiano. Il Picerno commette un errore in fase difensiva, Cosimo Bruzzaniti ne approfitta e firma il 2-0.

Non è finita. Al 35′, nel giro di appena quattro minuti dall’inizio della fiammata rossazzurra, arriva anche il tris: Mattia Cavuoti raccoglie una deviazione e porta il Catania sul 3-0.

Tre gol in una manciata di minuti e partita apparentemente indirizzata. Una svolta che fotografa anche la differenza tra le due squadre nella prima parte della gara.

Cicerelli cala il poker

Il Catania rientra dagli spogliatoi senza rinunciare ad attaccare e continua a creare occasioni.

La quarta rete arriva nella ripresa ed è firmata da Emanuele Cicerelli, protagonista di una conclusione al volo dopo l’assist di Bruzzaniti. Il 4-0 sembra chiudere definitivamente la contesa e premia una prestazione che per larghi tratti ha visto gli etnei in controllo.

Il Catania avrebbe anche l’opportunità di arrotondare ulteriormente il risultato, ma non riesce a trovare il quinto gol. E sarà proprio questa gestione del finale a trasformare una vittoria apparentemente tranquilla in una partita con qualche apprensione di troppo.

Il Picerno prova a riaprire tutto

Quando mancano circa quindici minuti alla conclusione, il Picerno accorcia le distanze.

Un velo di tacco di Luis Abreu libera Pugliese, che batte Dini al volo e firma il 4-1.

Pochi minuti più tardi arriva un’altra svolta. Masciangelo commette fallo in area su Virgilio: l’arbitro indica il dischetto ed estrae il rosso per il difensore rossazzurro. Dopo il controllo al FVS, la decisione viene confermata.

Dal dischetto va Abreu, che all’88’ non sbaglia e porta il risultato sul 2-4.

Il Picerno ci crede e prova a sfruttare i minuti di recupero. Il Catania è costretto a stringere i denti: Dini è chiamato a un intervento importante e il forcing dei padroni di casa produce qualche momento di apprensione.

Ma il risultato non cambia.

Catania, tre punti pesanti dopo una settimana complicata

Il 4-2 di Picerno vale molto più dei tre punti in classifica.

Il Catania arrivava alla trasferta lucana dopo il ko casalingo contro la Scafatese, una sconfitta che aveva alimentato dubbi e tensioni intorno alla squadra e alla posizione di Emilio Longo. Alla vigilia, la trasferta al «Donato Curcio» era stata presentata come una gara particolarmente delicata per il tecnico rossazzurro.

La risposta è arrivata sul campo, con un primo tempo capace di ribaltare completamente il clima.

Longo resta dunque sulla panchina del Catania, almeno dopo questa partita, e può ripartire da una prestazione che per oltre un’ora ha mostrato una squadra aggressiva, concreta e capace di sfruttare gli errori dell’avversario.

Resta però il finale, con il doppio gol del Picerno e l’espulsione di Masciangelo, a ricordare che il percorso degli etnei è ancora tutt’altro che lineare.

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