«Parigi val bene una Messa»? Appena quattro giorni addietro, il 26 settembre, Papa Leone XIV ha celebrato la Santa Messa a «Place de la Concorde, in presenza di oltre 800.000 persone. Questa vittoria segna la riaffermazione dell’ecumenismo cattolico su oltre tre secoli di rigido laicismo militante. Attenzione, però: guai a non saper cogliere i segni dei tempi!

di Marco Leonardi

Se dovessimo comporre un manifesto pubblicitario attinente alla visita di Leone XIV, rivolto ad una nicchia di fruitori colti, non avremmo imbarazzi su quale foto e motto scegliere. La foto che ritrae il Sommo Pontefice a Parigi, mentre avanza a passo d’uomo sulla Papamobile tra due ali infinite di folla entusiasta ed applaudente, non necessiterebbe di parole.

Vogliamo proprio scegliere una frase? Eccola: «la rivincita della talare sul berretto frigio», ovvero l’interesse per un uomo in abiti da religioso cristiano ha superato, e sconfitto, l’ostentazione orgogliosa dei simboli, atei e dichiaratamente anticattolici, in uso durante la Rivoluzione Francese. La presenza ufficiale di Papa Leone XIV a Parigi, sabato 26 settembre 2026, con la conseguente celebrazione della Santa Messa, dinanzi a quasi un milione di persone, ha fatto la Storia.

I socialmedia hanno fatto a gara, nel riportare una frase di Voltaire, così smentita dai fatti che più sbertucciata non si può. «Ancora Cento Anni e la religione cristiana sarà distrutta da cima a fondo»: anche nel 1776 si sparavano cazzate!

Dal 25 al 28 settembre del 2026, centri d’Oltralpe che hanno fatto la Storia dell’Europa e del mondo, quali Parigi e Metz, hanno voltato le spalle a secoli di feroce contrapposizione anticlericale, nel nome di una (presunta) “Ragione”, dicasi un’entità astratta, da idolatrare come un assoluto, una volta purgata da tutte quelle che erano state bandite come derive irrazionalistiche, in primis la religione.

La cronaca di questi giorni parla di un esito ben diverso, da quello preconizzato da Voltaire, Rousseau, Babeuf e ateisti militanti al seguito. Sulla scorta degli insegnamenti e degli ammonimenti di Papa Leone XIV, però, non smetteremo di ripetere la validità del binomio «cautela e discernimento». La ciclicità della Storia ha insegnato e insegna molto bene a tutti noi.

Quando credi di essere in piena sintonia con essa, la Storia ti sfugge di mano, quasi a “sgattaiolare” su vie d’uscita, prima inimmaginabili. E così ci ritroveremmo come Adamo, dopo la cacciata dal Paradiso Terrestre: spaesati, confusi, del tutto insicuri sulla rotta da percorrere. «Aspirate a costruire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede».

Il pendolo della Storia ondeggia, nuovamente, a beneficio di Santa Romana Chiesa. Sarebbe un grave peccato, ben prima che un gravissimo errore, ignorare le mille e divergenti richieste di supporto, indirizzate alla Chiesa Cattolica dai nuovi esclusi, dai nuovi sofferenti, dai marginalizzati di ieri e di oggi, messi all’angolo non necessariamente per cause materiali ed economiche. Au revoir, Saint Père! 

(Immagine posta a corredo del presente articolo, scelta dal professore Leonardi a beneficio dei lettori. Papa Leone XIV a Parigi, in occasione della sua storica visita pastorale di sabato 26 settembre 2026)

Autodafé immaginato, puntata n° 79 di mercoledì 30 settembre 2026