Quattro giorni di fumetti, cinema, videogiochi, cosplay, animazione, musica e cultura pop. Quattro giorni nei quali i Cantieri Culturali alla Zisa si sono trasformati ancora una volta in un grande punto di incontro per appassionati, famiglie, curiosi e professionisti del settore. Con la giornata di ieri, domenica 13 settembre, si è chiusa l’undicesima edizione della Palermo Comic Convention, una manifestazione che negli anni è riuscita a conquistare un posto sempre più importante nel panorama nazionale della cultura pop.
Dal 10 al 13 settembre Palermo ha vissuto un’autentica immersione nell’universo della pop culture. Il programma ha messo insieme mondi apparentemente diversi ma ormai profondamente connessi: dal fumetto ai videogame, dal cinema alle serie televisive, dall’animazione giapponese al cosplay, fino alla musica, agli eSport, al gioco di ruolo e alle esperienze immersive. Una formula ampia, costruita per parlare a generazioni differenti e capace di fare della manifestazione molto più di una semplice fiera.
Una manifestazione sempre più internazionale
Tra i protagonisti di questa edizione Lera Abova, interprete di Nico Robin nella serie live-action One Piece di Netflix, il maestro dell’animazione giapponese Gen Sato, James Pax, oltre a numerosi autori, artisti, creator e protagonisti della scena italiana e internazionale. Il fumetto ha naturalmente mantenuto il suo ruolo centrale, con ospiti come Leo Ortolani, Tanino Liberatore e numerosi professionisti dell’editoria e dell’illustrazione.
Grande spazio anche al gaming, con tornei, retrogaming, realtà virtuale e sim racing, mentre il palco ha accompagnato le giornate fino alla sera con concerti, contest, spettacoli e appuntamenti dedicati agli universi più amati dal pubblico. Tra gli eventi più attesi anche il PCC Championship 2026, il grande contest dedicato al cosplay.
Un programma così articolato racconta bene la trasformazione che la Palermo Comic Convention ha vissuto nel corso degli anni: nata nel 2015 da un’intuizione di Alessio Riolo e Antonio Scuzzarella, la manifestazione è diventata progressivamente un festival cross-mediale capace di mettere in relazione intrattenimento, creatività, industria culturale e territorio.
Il lavoro di Alessio Riolo: una regia che si vede nel risultato
Ed è proprio in questo percorso che emerge il lavoro di Alessio Riolo, direttore generale della manifestazione.
Organizzare un appuntamento di queste dimensioni significa tenere insieme per mesi una macchina complessa: ospiti internazionali, editori, artisti, associazioni, sponsor, spettacoli, sicurezza, logistica, comunicazione e centinaia di appuntamenti distribuiti in un’area vasta come quella dei Cantieri alla Zisa.
Il risultato di questi quattro giorni restituisce l’immagine di una manifestazione che ha saputo crescere senza perdere la propria identità. Riolo ha puntato ancora una volta sulla contaminazione tra linguaggi, costruendo un programma nel quale il pubblico poteva passare da un incontro con un autore a un contest cosplay, da un’esperienza videoludica a un panel culturale, da una performance musicale a un appuntamento con un ospite internazionale.
Non è un caso che, alla vigilia dell’evento, lo stesso Riolo avesse parlato di un’edizione “dei record”, sottolineando l’ampliamento della presenza internazionale e l’arrivo di importanti novità editoriali, tra cui la prima partecipazione a Palermo di Panini Disney.
Ma forse il dato più significativo del lavoro del direttore è un altro: aver contribuito a trasformare la Convention in un appuntamento sempre più integrato con la città.
Quest’anno, infatti, il festival è uscito anche dai confini dei Cantieri Culturali alla Zisa, arrivando nel cuore di Palermo attraverso la collaborazione con Confcommercio e Rinascente. Le vetrine di via Roma hanno ospitato il manifesto ufficiale dell’edizione, rafforzando quel rapporto tra manifestazione, tessuto commerciale e territorio che rappresenta una delle prospettive più interessanti per il futuro dell’evento.
Dalla passione a un vero sistema culturale
La forza della Palermo Comic Convention sta oggi anche nella capacità di superare l’idea del semplice appuntamento per appassionati. Il fumetto resta il cuore originario, ma intorno a esso è cresciuto un sistema che coinvolge cinema, televisione, videogiochi, editoria, musica, creatività digitale e formazione.
Significativa, in questo senso, anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, che ha portato all’interno della manifestazione momenti di approfondimento dedicati a temi come psicologia, economia, intelligenza artificiale, realtà virtuale e didattica.
È proprio questa capacità di allargare continuamente i confini della manifestazione che rappresenta uno dei meriti principali della direzione di Riolo. La sfida non è soltanto portare a Palermo grandi ospiti, ma costruire un evento nel quale quei nomi, quelle attività e quelle comunità possano dialogare tra loro.
Palermo saluta la Convention e guarda già alla prossima sfida
Ieri sera, con l’ultimo appuntamento in programma, si è chiusa dunque una nuova pagina della storia della Palermo Comic Convention. Quattro giornate intense che hanno confermato la capacità della manifestazione di trasformare i Cantieri Culturali alla Zisa in una vera cittadella della cultura pop.
Per Alessio Riolo e per tutta la squadra organizzativa, adesso, arriva il momento dei bilanci. Ma anche quello di guardare avanti.
Perché il successo di una manifestazione non si misura soltanto nei quattro giorni in cui apre i cancelli. Si misura soprattutto nel lavoro che nessuno vede: nella progettazione, nelle relazioni costruite durante l’anno, nella capacità di portare a Palermo ospiti e realtà di livello internazionale e, soprattutto, nella visione necessaria per far crescere un evento senza snaturarlo.
E la Palermo Comic Convention, al termine di questa undicesima edizione, sembra avere ormai trovato una sua precisa dimensione: non soltanto una grande festa per gli appassionati, ma uno degli appuntamenti attraverso i quali Palermo racconta la propria capacità di essere contemporanea, creativa e internazionale.
Un risultato nel quale il lavoro di Alessio Riolo, insieme a quello dell’intera squadra, ha avuto un ruolo centrale.