Palazzo Nicolaci a Noto, simbolo del tardo barocco e di una famiglia di ricchi imprenditori

di Giuliano Spina

Fra i tesori artistici che la nostra Isola custodisce c’è anche un esempio di arte barocca come il Palazzo Nicolaci a Noto, la capitale del Barocco in Sicilia.

Si tratta di una dimora costruita in pieno Settecento, composta da circa 90 stanze, a testimonianza della ricchezza della famiglia Nicolaci, che fece fortuna soprattutto con la pesca del tonno. Fu il barone Giacomo Nicolaci a volere una grande casa ispirata ai viaggi compiuti in Europa. Della progettazione si occuparono prima Rosario Gagliardi e successivamente Vincenzo Sinatra.

Lo storico Giuseppe Iuvara spiega come questa struttura si sia evoluta nel corso degli anni, soprattutto grazie all’apporto della famiglia Nicolaci.

«I Nicolaci fino alla fine del Seicento – racconta Iuvara – non avevano alcun titolo nobiliare. Erano soprattutto dei lavoratori nelle tonnare. Tutto ha avuto inizio dopo il terremoto del 1693. Eleonora Nicolaci riuscì, assieme a suo figlio, ad acquistare un titolo nobiliare e un feudo, ma riuscì ad acquistare anche una parte del sito sul quale poi fu costruito il Palazzo Nicolaci, in una zona che era riservata solo alla nobiltà. Lei riuscì a fare questo palazzo, che rappresenta una perla del Barocco».

Ma ciò che attrae maggiormente sono i balconi, che sono «opere d’arte fatte a mano, rappresentando tutta la parte storica, con raffigurazioni di cavalli e leoni. L’altra parte è quella con il salone in cui si riuniva la nobiltà. Un’altra parte è stata destinata alla biblioteca, in cui ci sono tantissimi manoscritti. La costruzione rappresenta un vero esempio di tardo Barocco e i Nicolaci sono stati grandissimi imprenditori. È stata messa in sicurezza più recentemente la parte superiore».